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Riciclare le batterie con gli agrumi: è realtà grazie ad AraBat, l’eccellenza italiana.

By : Aldo |Gennaio 26, 2023 |Arte sostenibile, Emissioni, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, menorifiuti, obiettivomeno rifiuti |0 Comment

Aumentano le eccellenze italiane nel mondo delle tecnologie: spicca la startup pugliese AraBat.    

La startup

AraBat è una startup italiana che ha sviluppato delle tecnologie uniche al mondo, per riciclare le batterie.

Nasce a febbraio 2022 dall’idea di 5 ragazzi pugliesi con dei background simili e lo stesso obiettivo: quello di cambiare il mondo.
     

Come in tanti altri casi, tutto parte da corsi universitari e curiosità verso il mondo della tecnologia. Così AraBat e l’Università di Foggia, firmano un accordo di ricerca e partnership scientifica, permettendo ai ragazzi di realizzare il loro progetto innovativo e sostenibile.

Durante lo sviluppo del loro programma, i fondatori hanno lavorato anche su altri fronti, per poter ricevere un maggiore supporto. Dopo vani tentativi di ricerca di un partener italiano, guardano oltreoceano e riescono ad avere l’appoggio del CEO di Linkedin; un incontro che cambierà tutto.

Con tale colloquio, AraBat ha instaurato una partnership internazionale che le garantisce un’importante crescita, ma soprattutto la possibilità di realizzare un impianto industriale in Puglia.

Da qui il team ha vinto una serie di premi per l’innovazione, anche nazionali, che hanno determinato l’ascesa della società.

Tra i tanti, l’avviso pubblico «Estrazione dei Talenti» di ARTI Puglia, il PIN (Premio Nazionale dell’Innovazione) ed il premio Encubator 2023.

 

La questione da risolvere

AraBat è quindi una delle nuove eccellenze italiane nel settore della tecnologia legata alla sostenibilità: nello specifico si occupa di riciclare batterie esauste.

I ragazzi sono riusciti a rivoluzionare il tipico processo idrometallurgico rendendolo ancora più sostenibile ed efficiente. Come? Con gli scarti degli agrumi.

Solitamente le batterie si riciclano per mezzo della pirometallurgia: un sistema costoso ed inquinante, che elimina anche i non metalli (a causa delle alte temperature).
Recentemente è stata scoperta l’opzione idrometallurgica, che invece, usa temperature più basse e acidi per estrarre i metalli richiesti.
Il problema che sussiste però riguarda l’aspetto ambientale. Per quanto possa essere efficiente, l’idrometallurgia continua a creare alte percentuali di inquinanti secondari responsabili di ulteriori rischi per la natura e la salute.

A questo proposito, AraBat ha sviluppato un metodo innovativo, unico al mondo che ha cambiato le sorti del team.

La soluzione innovativa.

Grazie alla collaborazione con il Facility Center dell’Università di Foggia, l’impresa è riuscita a realizzare un meccanismo all’avanguardia e sostenibile.

Il piano si concentra sul miglioramento delle tecniche già in uso nell’idrometallurgia, con la sostituzione di elementi e materiali.
Dopo lunghi studi, AraBat ha deciso di usare acido citrico (debole) presente negli agrumi, al posto degli acidi inorganici forti, per la lisciviazione. L’acido citrico viene combinato con la buccia d’arancia, che per mezzo di essiccazione e macinatura, fornisce una quantità di cellulosa rilevante per altri step della lavorazione.

Infatti, la cellulosa serve per l’estrazione e un miglior recupero dei metalli: così come gli antiossidanti naturali presenti nello scarto organico.

Grazie a tale procedura, la startup è in grado di restituire vari metalli quali, carbonato di litio, idrossido di cobalto, idrossido di manganese e idrossido di nichel ed altri.

 

Economia circolare

L’azienda non si occupa solo del riciclo di batterie anzi, rappresenta a tutto tondo l’idea di sostenibilità perchè impegnata in più campi.

La missione è quella di creare un commercio di materie prime seconde, riciclate. Come abbiamo visto il team si occupa di batterie a ioni di litio esauste (LIB) e RAEE.
Tale procedura permette di sviluppare un mercato competitivo ed un piano di economia circolare, fondamentale al giorno d’oggi.

Inoltre, AraBat è impegnata nella produzione di energia rinnovabile e in attività di consulenza per la green economy.

L’impresa rappresenta a livello mondiale, un sistema industriale circolare unico e originale. Non a caso, il suo impianto di riciclo è stato definito il più sostenibile nel quadro europeo.

Le startup di giovani come questa possono valorizzare il nostro paese e incrementare il suo livello di sviluppo. Che sia per nuove tecnologie, per la sostenibilità o in ambito sociale, le nuove idee fornite dai giovani, dovrebbero essere valorizzate sempre di più.

Perchè come ci insegna questo caso, possono portare il marchio italiano nel mondo, apportando cambiamenti concreti.

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encubator

Encubator: premia 7 startup e la loro innovazione contro la crisi climatica.

By : Aldo |Gennaio 18, 2023 |bastaplastica, Emissioni, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, menorifiuti |0 Comment

La crisi climatica si può affrontare in molteplici modi e per questa ragione c’è chi ha scelto di usare l’innovazione tecnologica.

Encubator

Encubator è un progetto volto alla realizzazione di una società più sostenibile, nel minor tempo possibile.
La sua missione è quella di far fronte al cambiamento climatico con l’innovazione tecnologica, in cui gli esperti dell’iniziativa ripongono una grande fiducia.
Il piano prevede quindi la premiazione di team che propongono nuove soluzioni per accelerare la transizione energetica e non solo.
Si parla anche dello sviluppo di programmi in grado di cambiare e migliorare le città dal punto di vista sostenibile.

         

Il programma

Il piano nasce dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, PoliHub e Politecnico di Milano ed è rivolto alle imprese giovanili.
Si tratta di startup, team di ricerca e realtà universitarie che presentano idee e soluzioni nell’ambito del “climate tech”. Tale settore comprende una lista completa di tutti quelli che sono i cambiamenti necessari per questa importante transizione.

         

Tra i tanti la produzione, distribuzione e la gestione energetica, le smart cities, l’agricoltura, l’economia circolare e lo smart tourism.

Il progetto è rivolto a team italiani, europei ed internazionali con un piano caratterizzato da un grado medio di maturità tecnologica (TRL).  Maggiore attenzione sarà data ovviamente ai programmi brevettabili o in corso di brevettazione.

         

Nella prima edizione sono stati esaminati 220 progetti, di cui 168 considerati compatibili; una successiva scrematura ha poi decretato i 15 possibili finalisti.
La giuria che ha portato avanti la selezione, si compone di un gruppo di esperti, imprenditori, istituti di ricerca e banche.

Le startup vincitrici

Tra le 7 imprese vincitrici non ci sono solo realtà italiane e si spazia da un settore all’altro con grande sorpresa.
La vincitrice assoluta è AraBat, impresa pugliese che estrae metalli preziosi dalle batterie a litio per mezzo di arance. Segue la svizzera Gaia Turbine, con una microturbina idroelettrica, per deflussi minimi con efficienza maggiore del 90%.

         

In ambito alimentare, l’emiliana Kinsect, con la produzione di farine di insetti da usare negli allevamenti.
Nel settore edilizio romano, abbiamo Reco2 che presenta dei nuovi sampietrini sostenibili; simile è la lombarda ReHouseit, per un cemento con un impatto ambientale minimo.

Infine troviamo altre 2 realtà lombarde: Volta Structural Energy, che sviluppa nuove batterie aerospaziali e H2go Technology, nel campo della transizione energetica.

         

Il premio

La Camera di commercio e gli altri gruppi, hanno stanziato complessivamente 280 mila euro per il programma.
Tra i 15 finalisti, solo 7 riceveranno un finanziamento di 40 mila euro da investire in 2 ambiti diversi. 25 mila nello sviluppo del proprio progetto, mentre 15 mila per usufruire del programma di accelerazione, gestito proprio da PoliHub, per 4 mesi.
Tale divisione è stata pensata di modo che le startup potessero crescere con una struttura solida anche a livello di business.
Nel premio, è compreso un network di aziende, mentor e investitori del mondo imprenditoriale, dell’energia e dell’economia circolare, con i quali confrontarsi nel Demo Day.

         

Encubator, non ha semplicemente realizzato il sogno di qualche gruppo di giovani, ha fatto molto di più.

Con il progetto e i finanziamenti che offre, può creare nuovi posti di lavoro e creare nuove idee.
Tuttavia, il programma fa sì che il mondo possa accogliere queste tecnologie ed usarle in modo efficiente, per una grande causa al giorno d’oggi.

         

Se si pensa che solo con la prima edizione sono spiccate 7 imprese di giovani, possiamo solo augurarci che nascano tanti altri progetti come questo.

Per il pianeta, i giovani e per il futuro, il loro.

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Spagna. Chi produce tabacco raccoglierà mozziconi di sigaretta dagli ambienti pubblici.

By : Aldo |Gennaio 04, 2023 |Arte sostenibile, Emissioni, Home, i nostri figli andranno ad energia solare |0 Comment
spagna sigarette

In Spagna solitamente si festeggiano “los Reyes Magos”. Quest’anno però, la data verrà ricordata come una giornata di svolta per l’ambiente.

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Il provvedimento

Il governo spagnolo ha deciso di integrare una normativa all’esistente pacchetto di leggi volte a ridurre l’uso della plastica e aumentare il riciclo dei rifiuti.

Il decreto in vigore da aprile 2022 vieta il commercio di prodotti in plastica monouso (non riciclabile) come piatti, bicchieri, posate. O ancora cotton fioc, cannucce e contenitori per bevande in polistirolo espanso.

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A questo divieto è stata aggiunta una nuova norma, mai vista prima.

Infatti, dal 6 gennaio, in Spagna, i produttori di tabacco dovranno occuparsi di raccogliere mozziconi e filtri di sigaretta nei luoghi pubblici e non solo.

Le stesse aziende avranno il compito di sensibilizzare i cittadini sui problemi ambientali legati all’errato smaltimento dei loro rifiuti.

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Nel pratico

La normativa, che arriva dal ministero della Transizione Ecologica e della Sfida demografica, prevede obblighi economici per le industrie interessate.

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Non a caso i produttori di tabacco dovranno pagare il conto per la pulizia e lo smaltimento di mozziconi e filtri che vengono gettati a terra dai cittadini. Uno studio ha ipotizzato che la somma potrebbe anche toccare il miliardo di euro all’anno.

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Si prevede quindi che le aziende, avendo una nuova tassa, finiranno per aumentare i prezzi dei loro prodotti. Di conseguenza ai fumatori sarebbe fornito un nuovo incentivo per smettere di fumare.

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Salute e ambiente

A livello ambientale sono uno dei rifiuti più pericolosi per il mare.

Secondo uno studio della Ocean Conservancy, i filtri delle sigarette impiegano 10 anni per decomporsi: il problema però riguarda le loro componenti.

I filtri sono composti da acetato di cellulosa, una plastica molto pericolosa che rilascia tossine quali arsenico e piombo. Pertanto, sono considerati più dannosi di sacchetti e bottiglie di plastica, anche per il numero di pezzi: circa 5 miliardi nell’oceano.

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Per non parlare dell’impatto ambientale che ha l’intera industria del tabacco.
Si contano 200’000 ettari di terreni e 22 miliardi di tonnellate di acqua usati per la sua coltivazione. L’Italia è prima in Europa con la produzione di 50’000 tonnellate annue.

Non mancano di certo le emissioni di CO2, pari a 84 milioni di tonnellate.

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Si stima che in Spagna il 22% della popolazione fumi: la cifra non si allontana troppo dalla media europea, che è del 18,3%.

A livello sanitario, come tutti sappiamo, il fumo crea danni irreversibili e più di 8 milioni morti l’anno (dati dell’OMS). Per questo, dopo un’indagine, è stato affermato che l’85% dell’opinione pubblica sia favorevole a maggiori restrizioni in luoghi pubblici e privati. Le autorità si sono mosse da tempo, imponendo divieti in 500 spiagge della costa iberica.

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Con la nuova direttiva, la Spagna si fa portavoce di un cambiamento necessario per la salute delle persone e la cura dell’ambiente. Due sfere che troppo spesso vengono divise, quando in realtà sono molo più legate di quanto pensiamo.

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Se anche un solo stato europeo seguisse l’esempio del governo spagnolo sarebbe una grande vittoria.

Sarà comunque un buon risultato se parte della popolazione smetterà di fumare, o almeno di buttare i mozziconi per strada.

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terreni

Terreni inutilizzati censiti per la sostenibilità grazie a Cererly e Urban Farmer.

By : Aldo |Dicembre 21, 2022 |Arte sostenibile, Efficienza energetica, Emissioni, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, menomissioni |0 Comment
Urban-Farmer

Andrea Guarassi e Aren Hoxha creatori di Cererly e Urban Farmer

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Dall’informatica all’agricoltura

Andrea Guarrasi e Aren Hoxha, amici di una vita con un passato nel campo dell’informatica hanno cambiato vita scegliendo l’agricoltura e la sostenibilità.

Rendendosi conto dell’elevato livello di abbandono di terreni nella loro Puglia hanno sviluppato Cererly e Urban Farmer.  

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É una startup nata dall’intuizione di Andrea Guarrasi sull’uso di terreni incolti e il desiderio di Aren Hoxha di creare FarmVille nella vita reale.
Da lì è nato un progetto rivolto ad agricoltori e consumatori attenti alla sostenibilità ed ai proprietari di terreni incolti.

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Hanno creato una realtà per la quale il proprietario del terreno può coltivare prodotti nel rispetto dell’ambiente ed incrementare l’economia locale. Come? Dal sito, può vendere i suoi prodotti di stagione e a km 0, ed offrire anche una “Farming experience” ai suoi clienti.

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Cererly

È la piattaforma online che affianca Urban Farmer e permette di mappare i terreni incolti che possono essere riutilizzati per l’agricoltura o per il fotovoltaico.

L’iniziativa è volta al recupero del suolo, per combattere i cambiamenti climatici e allo stesso tempo riqualificare il loro paese.

Tale censimento offre un servizio minuzioso volto alla collaborazione tra cliente e proprietario del terreno (che siano enti, aziende o privati).

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Chiara Scialdone, advisor di Urban Farmer, spiega:

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“Il proprietario del terreno può inserire gratuitamente nella piattaforma i dati relativi al suo appezzamento […] Dopodiché un algoritmo di Cererly incrocia queste informazioni con i dati catastali, le processa e restituisce un report di fattibilità per progetti sostenibili su quel terreno con il vantaggio anche di snellire l’iter burocratico”.

Si mira infatti a colture di alberi da frutto, foreste urbane, piante per la fitodepurazione di suolo e aria.

Tuttavia, i terreni sono adibiti ad impianti fotovoltaici nel caso in cui non avessero le caratteristiche per la coltivazione.

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Si stima che con meno dell’1% di questi appezzamenti, si potrebbe raggiungere l’obiettivo dell’Agenda 2030 italiana: i 70 GW di energia rinnovabile.

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Risultati

Gli inventori hanno già registrato 75 ettari di terreni solo in Puglia e per questo hanno fatto un appello alle autorità regionali:

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“Il nostro portale è a vostra disposizione, gratuitamente: incontriamoci”.

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I due tarantini collaborano anche con l’Università di Bari, per un progetto su biogas e fertilizzante bio ed economico.

Per quanto analizzato, un cambio d’uso di 3,5 milioni gli ettari di terre inattive, creerebbe un valore di 3 miliardi di euro all’agricoltura. 5,3 miliardi di energia rinnovabile.

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Le cifre parlano da sole e portano in alto la scelta interdisciplinare di Cererly e Urban Farmer in nome della sostenibilità. 

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stadio

Il Galatasaray ha uno stadio da record: Guinness per l’energia solare.

By : Aldo |Novembre 25, 2022 |Arte sostenibile, Efficienza energetica, Emissioni, energia, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, menomissioni, obiettivomeno emissioni |0 Comment
stadio

Tra i tanti Guinness dei primati ci sono oggetti, eventi o persone con caratteristiche peculiari.

Questa volta però, il protagonista è uno stadio.

Il primato

Lo stadio Türk Telekom è una struttura situata ad Istanbul inaugurata nel 2011 che ospita 52 223 spettatori.

É parte di un complesso di edifici più ampio legato allo stadio Ali Sami Yen, più piccolo e intitolato al primo presidente del club.

La struttura ha vinto il record grazie alla maggiore produzione di energia solare del mondo: si tratta di 4,2 MW nell’arco di un mese.

Questo primato è stato possibile grazie all’istallazione di pannelli fotovoltaici sul tetto della struttura, che aiuterà l’ambiente ma anche la loro economia.

L’energia da record

Il Türk Telekom ha sorpassato l’Estádio Nacional Mané Garrincha di Brasilia che ha una capacità solare di 2.5 MW. La struttura turca ha installato un impianto da 2,1 milioni di euro, composto da 10.000 pannelli solari su una superficie di 40mila m2.

Il sistema fotovoltaico ha la capacità di trasmissione per fornire elettricità a 2 mila famiglie e inoltre riduce le missioni di CO2 di 3.250 tonnellate. Vale a dire, che nei 25 anni del progetto, lo stadio potrà salvare 200.000 alberi.

L’energia prodotta “sul tetto” garantisce tra il 63 e il 65% del consumo dello stadio, la percentuale restante invece deriva da un fornitore pubblico.

Le cifre in denaro

Il club ha giocato d’anticipo con l’aumento dei prezzi: all’inizio, infatti, si prevedeva un risparmio più lontano nel tempo.

Tuttavia, con la guerra, le cose sono cambiate e di conseguenza è stata constatata l’efficienza del progetto da subito.

Difatti grazie alla stabilità dei prezzi dell’energia solare, il Galatarasay ha già risparmiato 385.000 euro tra gennaio e agosto.

Proprio Ali Çelikkıran, ingegnere elettrico e direttore dello stadio ha affermato che:

“Di questi tempi, che lo voglia o no, una grande azienda deve essere ambientalista perché l’energia è davvero costosa”

Vantaggi economici

Oltre a tutte fantastiche qualità, la struttura offre anche dei vantaggi economici a più enti.

La squadra è attualmente in un contratto di 9 anni con l’azienda energetica Enerjisa, che acquista l’energia prodotta dai pannelli.

Per di più, il sistema di illuminazione viene usato solo 150 ore l’anno (25 partite), quindi viene prodotta più energia di quella che necessita lo stadio.  Proprio da questa abbondanza, il club riesce a guadagnare, perchè rivende energia alla città di Istanbul, ad un prezzo a noi sconosciuto.

La squadra godrà di un beneficio finale quando il contratto terminerà e di conseguenza, non dovrà più pagare nessuno, guadagnando dalla rivendita dell’energia.

Ovviamente non tutti gli stadi possono permettersi una innovazione simile, non solo per quanto riguarda gli investimenti ma per la loro posizione geografica. In ogni modo, questo primato stabilito a marzo 2022, potrebbe essere un’ispirazione per tante altre strutture sportive e non, nel mondo.

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Pannelli solari nel campo fotovoltaico più grande d'Italia

Il parco fotovoltaico più grande d’Italia si trova in Puglia.

By : Aldo |Ottobre 12, 2022 |Clima, Efficienza energetica, Emissioni, energia, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, obiettivomeno emissioni, obiettivomeno rifiuti |Commenti disabilitati su Il parco fotovoltaico più grande d’Italia si trova in Puglia.

Il parco fotovoltaico più grande d’Italia si trova in Puglia.

Pannelli solari nel campo fotovoltaico più grande d'Italia

L’Italia è un paese pieno di meraviglie, prima tra tutte il clima che ci permette di godere a pieno tutte le stagioni e di avere grandi vantaggi nella sostenibilità.

Proprio per questa caratteristica, un’azienda danese, la European Energy, ha creato il più grande parco fotovoltaico d’Italia, precisamente a Foggia.

Inaugurato a giugno del 2020, con un finanziamento di 94,5 milioni di euro, il parco è un gioiello di ingegneria, sostenibilità ma anche di cura del territorio e della sua storia.

“DIMENSIONI E POSIZIONE”

Si sviluppa per un’area di circa 1.500.000 metri quadrati, (l’equivalente di 200 campi da calcio), in costante aumento dalla fase di progettazione fino al 2021.

L’azienda danese ha dato un grande valore a quel terreno a livello paesaggistico, naturale ma anche storico.

Infatti, dopo un’indagine legata al parco, ha finanziato con 1 milione di euro gli scavi dai quali sono emersi reperti di una basilica e di un insediamento del neolitico.

“POTENZA”

 

Parlando di energia invece, possiamo affermare con piacere che i 275 mila moduli fotovoltaici sono di ultima generazione e sviluppano 103 MW di capacità.

Ciò significa che con la produzione annua di 150 GWh può soddisfare completamente le necessità di energia elettrica di una città di 200 mila abitanti.

Il parco fotovoltaico di Foggia è al primo posto in Italia per grandezza e potenza, seguito da quello di Montalto di Castro e quello di Rovigo.

È il 17° in classifica mondiale, dominata dalla Cina seguita dallo stato della California e dall’India.

L’European Energy, dopo gli ottimi risultati e la grande efficienza del progetto, si dichiara pronta ad investire ulteriori 800 milioni di euro per il mantenimento e il miglioramento del sistema.

La struttura concilia il rispetto della natura, del territorio e della storia con le nuove tecnologie.

Un mix perfetto, porta avanti l’idea di sostenibilità in un’area della nostra penisola, che forse non è valorizzata nel massimo delle sue potenzialità.

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L’Italia alla canna del gas…serra (di Greenpeace Italia 13.06.2019)

By : Aldo |Giugno 19, 2019 |Clima, Consumi, Efficienza energetica, Emissioni, energia, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, obiettivomeno emissioni |0 Comment

 

Contrastare il riscaldamento globale è un obiettivo che dovrebbe essere in cima all’agenda di ogni Paese. Spagna, Francia, Belgio e altri Paesi europei hanno deciso di sottoscrivere un impegno comune per accelerare il processo di decarbonizzazione, ma ad oggi l’Italia manca all’appello.

Il nostro Paese infatti non ha firmato, e non si sa se vorrà farlo, un documento in cui si chiede all’Unione Europea di raggiungere emissioni zero al 2050. L’obiettivo non è certo tra i più ambiziosi, ma un impegno in tal senso sarebbe quantomeno un buon primo passo.

Il 20 e 21 Giugno ci sarà il Consiglio Europeo e si parlerà anche di clima. L’Italia firmerà per UE a emissioni zero al 2050? Il nostro Governo ha ancora un’ultima chance per dimostrare la reale volontà di combattere i cambiamenti climatici. Per questo stiamo chiedendo al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente di prendere posizione e impegnarsi concretamente per ridurre le emissioni.

Non possiamo lottare contro i cambiamenti climatici senza mettere in atto una vera rivoluzione energetica, economica e sociale. O si è parte della soluzione, o si è parte del problema: non esistono vie di mezzo.

Aderendo a questo impegno comunitario il Governo può dimostrare di stare dalla parte dei cittadini che subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici, anziché da quella delle grandi aziende che producono energia sporca scaricando le conseguenze su tutti noi.

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