Biofissazione di CO2: microalghe sul tetto per ridurre la CO2 atmosferica

Microalghe e CO2: come sono correlate e perché sono una possibile soluzione ai nostri problemi?

Le microalghe

Le microalghe sono organismi fotosintetici con una struttura semplice di appena qualche micron, che vengono impiegate in molteplici ambiti anche grazie al loro tasso di crescita elevato.

L’alta efficienza fotosintetica e la veloce produzione di biomassa, entrambi maggiori di altre colture vegetali, consentono alle microalghe di essere le protagoniste nel processo di biofissazione della CO2.

Cosa si intende con il termine “biofissazione

La biofissazione è la capacità degli organismi (in questo caso le alghe) di assorbire gas serra, fissando il

carbonio proveniente dalla CO2 atmosferica in composti organici per mezzo di processi legati alla fotosintesi.

La percentuale di anidride carbonica atmosferica è attualmente ai massimi storici (418 ppm) e per questo da anni si sviluppano progetti per ridurne le concentrazioni; in questo caso la proposta arriva dall’Italia.  

La soluzione è tutta italiana

Gabriele Cipri Andrea Moro fondatori dell’azienda italiana Livegreen, hanno trovato la soluzione!

La società ha ideato un progetto chiamato “Breathing Buildings for Sustainability”, finanziato dall’ESA (European Space Agency), che unisce tecnologie spaziali e sostenibilità per il bene del pianeta. 

Come si sviluppa il piano

Tutto si basa sull’installazione di impianti adibiti alla coltivazione di microalghe, su tetti e facciate di edifici non residenziali, con l’obiettivo di depurare l’aria circostante.

Ciò è possibile poiché le alghe si nutrono di CO2, ma soprattutto perché hanno un’efficienza di assorbimento pari al 90%; ne basta 1 kg per assorbire 2 kg di anidride carbonica.

Superando di gran lunga agli alberi, che hanno bisogno di molto più tempo e spazio, le microalghe sembrano essere la risposta gusta.

I satelliti invece, monitorano costantemente le concentrazioni di gas serra intorno alle strutture predisposte in modo da inviare le informazioni necessarie e i progressi svolti.

Calcolando che la spirulina può arrivare anche a 80-100 Ton/ettaro di CO2 fissata in un anno, l’azienda mira a catturarne 640 kg nel primo anno.

Oltre a questo obiettivo, Livegreen guarda al futuro: il programma prevede un possibile riciclo dell’acqua di coltivazione (impiegandola nel riscaldamento degli impianti) e l’utilizzo della biomassa come schermo termico per l’edificio in cui è posizionata.


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