Riciclare le batterie delle auto elettriche: un futuro business italiano.

By : Aldo |Marzo 08, 2023 |Arte sostenibile, Emissioni, Home, menorifiuti |Commenti disabilitati su Riciclare le batterie delle auto elettriche: un futuro business italiano.

Il riciclo è uno dei fattori fondamentali per ridurre lo spreco e alzare il livello di sostenibilità nel mondo.

Con gli ultimi studi, sempre più prodotti possono sottoporsi al processo del riciclo, tra questi anche le batterie.

   

Il nuovo settore

In Italia, dal 2019 al 2021, la diffusione delle auto “plug-in” è aumentata del 251,5% con 60.000 auto immatricolate (tra elettriche e ibride).

Tale crescita avvenuta anche in Europa, ha consentito di studiare in maniera dettagliata i motori di queste macchine sotto ogni punto di vista.

Non a caso, tra i vari aspetti è stato studiato il motore, che ha portato ad un’intuizione di grande rilevanza, economica e non solo.

Di conseguenza in Europa si è aperto un settore dal valore di 6 miliardi di euro: quello del riciclo delle batterie dei veicoli elettrici.

   

Il vantaggio economico

Il vero beneficio di cui potrebbe godere l’Unione è proprio quello legato alla sostenibilità dunque all’economia circolare.  Questo lo dimostra lo studio “Il riciclo delle batterie dei veicoli elettrici @2050: scenari evolutivi e tecnologie abilitanti”.

   

Presentata il primo marzo da Motus-E, il Politecnico di Milano e Strategy&, l’analisi descrive un futuro brillante la comunità europea.

Nello specifico si ipotizza che al 2050, si potrebbero ricavare 6 miliardi di euro dalla vendita di materie prime, anche rare, riciclate. Si parla di litio, cobalto e nichel, tra i minerali più usati nella composizione di motori elettrici, come in tanti dispositivi elettronici.

Il nuovo settore è poi incentivato dai nuovi target europei sul contenuto minimo di materiale riciclato nelle batterie dei veicoli elettrici.

   

Pertanto, si prevede che nel 2050, 3,4 milioni di tonnellate di batterie alla fine della seconda vita, vengano riciclate. In tal modo si supererebbero le cifre attuali che non vanno oltre le 80.000 tonnellate annue.

Inoltre, la direttiva 2006/66/CE definisce in modo chiaro, la fase finale della vita della batteria di un veicolo elettrico. Dopo l’utilizzo è destinata al riciclo.

Successivamente al primo uso, la batteria viene riportata in vita ed impiegata per applicazioni stazionarie pubbliche o privati. Dopodiché si avvia la fase di riciclaggio.

   

Un futuro business italiano

Includere questo meccanismo nell’economia del nostro Paese potrebbe riconoscergli un ruolo da protagonista in Europa.

Poiché l’Italia ha una grande esperienza con i motori e con il riciclo, potrebbe far convergere i due mondi per crescere.  Secondo le statistiche, potrebbe ricavare tra i 400 e i 600 milioni di euro contando solamente le batterie già presenti nel suo territorio.

   

Se questo settore si ampliasse, si verificherebbe un effetto domino (di incremento) anche sul parco elettrico circolante.

Uno sviluppo simile sarebbe capace di offrire tanti benefici occupazionali e ambientali se non a rendere indipendente lo stato. Esattamente con il riciclo e la lavorazione delle materie prime in “casa”, si potrebbe fare leva sulle proprie potenzialità.

Questa possibilità ha permesso di incentivare nuovi studi ma soprattutto di investire nel campo descritto, per avere un vantaggio competitivo.

    

Se si verificasse concretamente, questa soluzione consentirebbe all’Italia di affermarsi in un settore tecnologico e avanzato. Inoltre, i suoi benefici sarebbero talmente tanti, da coprire una vasta gamma di persone, impieghi e modi di vivere.

Questo è il concetto alla base della sostenibilità, ovvero un’interconnessione tra ambiente, società ed economia.

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