La COP: obiettivi, limiti e protocolli per un’azione comune.

By : Aldo |Novembre 18, 2022 |Emissioni, Home, menomissioni, obiettivomeno emissioni |0 Comment
COP

Si è svolta, tra il 6 e il 18 novembre, la 27a Conferenza delle Parti a Sharm el-Sheikh.

Curiosità e critiche sono arrivate da tutto il mondo, ma prima di scoprire gli esiti della Convenzione in Egitto, spieghiamo cos’è la COP.

 

COP

La COP (Conference of Parties) è una riunione annuale alla quale partecipano i Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, (UNFCCC).

È un trattato ambientale internazionale firmato nel 1992 durante il famoso “Earth Summit” a Rio de Janeiro, che mira al raggiungimento di obbiettivi collettivi.

Tra questi la riduzione delle emissioni di gas serra per evitare un ulteriore riscaldamento globale.

 

Da chi è formata

La convenzione firmata in primis da 154 Stati, oggi ne conta 197.

I vari Paesi sono divisi in tre sezioni a seconda del loro sviluppo e quindi, a seconda delle loro possibilità d’azione.

  • Paesi dell’Allegato I (Paesi industrializzatie paesi ex socialisti ad economia in transizione: 40 Paesi e l’Unione europea).
  • Paesi dell’Allegato II (24 Paesi industrializzati)
  • Paesi in via di sviluppo

Si tratta di un criterio che porta a delle responsabilità “comuni ma differenziate”.

 

Così i Paesi dell’Allegato I, hanno una responsabilità maggiore nella riduzione delle emissioni, perchè primi inquinatori e possessori di mezzi per raggiungere l’obiettivo.

Al contrario dei Paesi in via di sviluppo che non hanno le tali possibilità e di non possono arrivare a quelle mete, nello stesso tempo.

La storia della COP

Dal 1994 iniziarono ad essere organizzate annualmente le COP con l’obiettivo di “prevenire interferenze antropogeniche pericolose con il sistema climatico terrestre”.


COP 1 Berlino 1995

Alla prima COP, si intraprese una fase di analisi e ricerca per poter sviluppare un futuro piano d’azione.

Di seguito vennero istituiti di organismi di supporto e controllo, per essere sicuri che tutti rispettassero le decisioni prese con i mezzi preposti.

 

COP 3 Il protocollo di Kyoto 1997

Fu il primo vero successo della conferenza, con la ratifica di un nuovo protocollo che imponeva degli obblighi principalmente ai Paesi sviluppati.  Si sollecitò la riduzione di gas serra, in misura non inferiore all’8,65% rispetto a quelle del 1990, nel periodo 2008- 2012.

Per entrare in vigore, il protocollo doveva essere ratificato da più di 55 Stati, produttori di almeno il 55% delle emissioni. Questa condizione si raggiunse nel 2004 con l’entrata della Russia, che da sola comportava il 17,6% delle emissioni, mentre gli USA si ritirarono con Bush.

 

COP13 Bali 2007: vennero finalizzati gli accordi sui meccanismi del Protocollo di Kyoto e si posero le basi per un’azione unita per affrontare i cambiamenti climatici.

 

COP14 Poznan 2008: venne ideato il “Fondo di adattamento”, si pensò ad un Kyoto-bis e si introdusse REDD+ (riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degrado forestale).

 

COP15 Copenhagen 2009: la missione di un accordo globale sul clima entro il 2012 fallì; venne rimandato tutto al 2015. Arrivarono le prime proposte per un Fondo Verde per il Clima.

 

COP 18 Doha 2012: si estese il protocollo di Kyoto fino al 2020 solo per Unione Europea, Australia, Svizzera e Norvegia. Venne creato il meccanismo sul “Loss and Damage”, per il quale le nazioni ricche sono tenute a finanziare i Paesi poveri e più colpiti dal clima.  

 

COP20 Lima 2014: il Fondo Verde arrivò a 10,2 miliardi di dollari. Venne concordato che ogni governo dovesse presentare i propri impegni nazionali sul tema delle emissioni.

 

COP21 Parigi 2015: venne realizzato il patto globale sul clima, con 196 stati partecipanti, senza però alcun vincolo. L’unico limite definito fu quello di mantenere sotto i 2°C l’innalzamento della temperatura.  

 

COP26 Glasgow 2020: dopo il grande fallimento di Madrid 2019, non sono cambiate tanto le cose. Sono stati fatti dei passi indietro per quanto riguarda i combustibili fossili, evitando la loro eliminazione.

Inoltre, il tempo limite per i 100 miliardi di dollari, è stato spostato dal 2020 al 2023.

Oggi, 18 novembre 2022, si conclude la 27 esima COP tra i mille dubbi degli scienziati e i discorsi motivazionali António Guterres (segretario dell’ONU).

A breve verranno esplicitati i traguardi raggiunti e le nuove proposte, ma tra le notizie sembra che non si sia realizzato molto.

Post a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*