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L’Italia alla canna del gas…serra (di Greenpeace Italia 13.06.2019)

By : Aldo |giugno 19, 2019 |Clima, Consumi, Efficienza energetica, Emissioni, energia, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, obiettivomeno emissioni |0 Comment

 

Contrastare il riscaldamento globale è un obiettivo che dovrebbe essere in cima all’agenda di ogni Paese. Spagna, Francia, Belgio e altri Paesi europei hanno deciso di sottoscrivere un impegno comune per accelerare il processo di decarbonizzazione, ma ad oggi l’Italia manca all’appello.

Il nostro Paese infatti non ha firmato, e non si sa se vorrà farlo, un documento in cui si chiede all’Unione Europea di raggiungere emissioni zero al 2050. L’obiettivo non è certo tra i più ambiziosi, ma un impegno in tal senso sarebbe quantomeno un buon primo passo.

Il 20 e 21 Giugno ci sarà il Consiglio Europeo e si parlerà anche di clima. L’Italia firmerà per UE a emissioni zero al 2050? Il nostro Governo ha ancora un’ultima chance per dimostrare la reale volontà di combattere i cambiamenti climatici. Per questo stiamo chiedendo al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente di prendere posizione e impegnarsi concretamente per ridurre le emissioni.

Non possiamo lottare contro i cambiamenti climatici senza mettere in atto una vera rivoluzione energetica, economica e sociale. O si è parte della soluzione, o si è parte del problema: non esistono vie di mezzo.

Aderendo a questo impegno comunitario il Governo può dimostrare di stare dalla parte dei cittadini che subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici, anziché da quella delle grandi aziende che producono energia sporca scaricando le conseguenze su tutti noi.

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Analisi delle variazioni della domanda elettrica nazionale

By : Aldo |luglio 25, 2014 |Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Da un’analisi effettuata a partire dai risultati principali dell’ultimo rapporto mensile sul sistema elettrico, pubblicato da Terna a giugno 2014, si è confermato il trend di discesa della domanda elettrica nazionale, mentre è sempre più importante l’apporto delle fonti rinnovabili. La richiesta di energia elettrica, infatti, è stata pari a 25,9 TWh, in diminuzione, seppur più lieve rispetto alle mensilità precedenti (media del -3% per i primi mesi del 2014), dello 0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. 

Per quanto riguarda le singole fonti, la generazione idroelettrica ha segnato una lieve flessione (-3,4%) rispetto a giugno 2013 per un produzione netta di 6,027 TWh. Il fotovoltaico ha prodotto 2,819 TWh, in lieve aumento (+2,0%) rispetto ai valori dello scorso anno; in flessione invece l’eolico con 0,897 TWh (-9,7%), mentre il termoelettrico ha messo a segno un +6,7%. Quest’ultimo è un elemento rilevante, poiché sancisce la fine di una continua discesa del termoelettrico, che dopo tanti numeri negativi nei mesi precedenti, osserva a giugno un +1,1%.

I numeri relativi al primo semestre 2014 mettono in evidenza innanzitutto il calo della domanda nazionale (-2,8%) rispetto allo stesso periodo del 2013. In questo contesto le rinnovabili sono state capaci di coprire il 40,2% dell’intero fabbisogno nazionale, grazie a 53.068 GWh complessivamente prodotti. Un anno fa la percentuale coperta dalle energie pulite si fermava al 36,1%. L’idroelettrico si conferma  leader delle fonti pulite, coprendo da solo il 23% della domanda elettrica nazionale, con una generazione in crescita del 3,1% rispetto al primo semestre 2013.

Prosegue la corsa del fotovoltaico, che nei primi sei mesi dell’anno ha garantito il 7,7% della domanda elettrica nazionale, grazie a una generazione di 11.781 GWh (+8,6% sullo stesso periodo del 2013). Cala invece l’eolico (-8,1%), la cui generazione copre il 5,4% della domanda.

 

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L’organizzazione del mercato elettrico

By : Aldo |maggio 25, 2014 |energia, Home |0 Comment

Il Mercato Elettrico è composto da:

  • Mercato del Giorno Prima (MPG)
  • Mercato di Aggiustamento (MA)
  • Mercato per il Servizio di Dispacciamento (MSD)

I tre mercati, gestiti dal GME, sono paragonabili ad aste: l’accettazione delle offerte di acquisto e di vendita non avviene in tempo reale, bensì dopo la chiusura della seduta di presentazione delle offerte su ciascun mercato.

Il Mercato del Giorno Prima (MGP), che si svolge nella mattinata del giorno precedente a quello di consegna, è finalizzato allo scambio di energia all’ingrosso tra produttori e grossisti (o clienti idonei), alla definizione di programmi di immissione e prelievo per ciascuna ora del giorno successivo e all’allocazione della capacità di transito disponibile, per ogni coppia di zone, a contratti bilaterali e operatori di mercato.

Nel Mercato di Aggiustamento (MA), che si svolge subito dopo il MGP, gli operatori possono presentare ulteriori offerte di vendita o di acquisto rispetto a quelle già presentate nel MGP.

Segue quindi il Mercato del Servizio di Dispacciamento (MSD) sul quale il Gestore della Rete Nazionale si approvvigiona delle risorse necessarie al servizio di dispacciamento.

Il MGP fissa quindi le basi del prezzo dell’energia elettrica, prezzo che varia sensibilmente all’interno dell’Itala. Dai grafici, in cui è stato riportato un esempio dell’andamento del prezzo orario dell’energia elettrica scambiata nel MGP per il giorno 15 maggio 2014, è possibile notare come  tra le ore 11 e le ore 15 il prezzo del MWh sia molto inferiore al Sud rispetto al Nord, arrivando ad azzerarsi alle ore 13.

Una motivazione di questa differenza di prezzo può essere ricondotta all’energia prodotta con impianti fotovoltaici, i quali producono energia elettrica soltanto nelle ore diurne, riducendo il prezzo dell’energia elettrica immessa in rete. 

 

 

 

 

 

 

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Analisi del mercato elettrico italiano

By : Aldo |maggio 15, 2014 |energia, Home |0 Comment

Da un’analisi effettuata a partire dai dati forniti dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), relativi all’anno 2013 ed al primo periodo del 2014, si può apprezzare nella prima figura qui accanto l’andamento mensile del Prezzo Unico Nazionale, o PUN (massimo, minimo e medio), sulla Borsa elettrica italiana in relazione ai volumi scambiati nel mercato elettrico, espressi in TWh al mese. Si nota come lo scorso marzo il valore del PUN medio si sia portato a 46,73 €/MWh, ai livelli minimi dal maggio del 2004. La flessione rispetto a febbraio è stata del 9% (4,61 euro in meno al MWh), mentre considerando marzo del 2013 si tratta di un -12,8% (8,16 €/MWh in meno). Nei primi due mesi del 2014, il prezzo ha ceduto circa 22,5 €/MWh. In particolare nelle ore di picco il Pun, con 56,71 €/MWh, ha registrato un minimo storico, con un calo su base annua del 22,4%. Ancora più consistente la flessione tendenziale nelle ore fuori picco (-29,8%), con il prezzo sceso a 41,61 €/MWh, il più basso da giugno 2009.
Anche i prezzi medi di vendita sono scesi ai minimi da oltre quattro anni in tutte le zone, attestandosi tra 47,00 €/MWh del Nord e 38,63 €/MWh del Sud. Come al solito fa eccezione la Sicilia, il cui prezzo di vendita, seppur in calo rispetto a marzo 2013 (-12,7%), rimane ad un valore di 66,10 €/MWh.
Inoltre, un segnale di una incoraggiante ma leggera ripresa arriva dai dati sulla quantità di energia scambiata. Nel Sistema Italia, infatti, nonostante si sia scambiata meno elettricità su base annua (24,2 milioni di MWh, corrispondenti a un -4,6% nel confronto marzo 2014/marzo 2013), si ha avuto un incremento del 5,7% rispetto al mese precedente febbraio 2014, nel quale si era verificato un abbassamento su livelli mai raggiunti in passato nello stesso mese.

Anche la liquidità del mercato (cioè la quantità di elettricità scambiata nella Borsa elettrica rispetto al totale venduto in Italia), pari a 15,9 milioni di MWh, ossia il 65,8% del totale, è stata caratterizzata da una leggera ripresa, pur confermando la pesante contrazione tendenziale (-18,7%) rispetto ai livelli record raggiunti nella prima metà del 2013 nel mercato organizzato. Per contro gli scambi OTC, ossia fuori dal sistema regolamentato, sebbene in calo rispetto a gennaio, sono cresciuti del 43,4% su base annua attestandosi a 8,3 milioni di MWh.

 

È  da segnalare come, in un quadro di riduzione nelle vendite di energia elettrica da produzione nazionale   (-6,7% su base annua, pari a 19,3 milioni di MWh), quelle da impianti a fonte rinnovabile registrino ancora una buona crescita (+14,4% anno su anno), a discapito degli impianti a fonti tradizionali (-18,9%) ed in particolare quelle da impianti a gas (-29,9%).

Fonte:GME – PUN medio, min e max mensile e volumi scambiati dal gennaio 2013 al marzo 2014.

Fonte: GME – Volumi venduti per fonte (tra parentesi i valori dello stesso mese dell’anno precedente)

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Analisi dello stato attuale della liberalizzazione del mercato elettrico in Italia

By : Aldo |aprile 17, 2014 |Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Un’analisi del mercato elettrico italiano effettuata di recente dal Gruppo 24 Ore ha sottolineato come la liberalizzazione di tale mercato, iniziata dal 1999 grazie al Decreto Bersani, ma realizzatasi in maniera completa ed effettiva per famiglie e piccole imprese a partire dal 2007, non abbia ancora portato, per queste categorie di utenti, ad un significativo vantaggio economico per i consumatori che hanno optato per il passaggio al mercato libero, rispetto a coloro che hanno scelto di restare sotto il regime di maggior tutela.

Si sono voluti analizzare più nel profondo i motivi di questa situazione per la quale, si sottolinea nell’indagine, come le condizioni attuali siano cambiate rispetto a qualche anno fa, quando i prezzi proposti ai piccoli consumatori dalle aziende elettriche nel mercato libero risultavano più convenienti di quelli regolati del segmento tutelato.

 La causa principale è da attribuirsi all’oscillazione del mercato: è utile osservare infatti, come visibile nella prima figura qui di fianco, che rappresenta l’andamento del prezzo dell’energia elettrica scomposto per voce dal primo trimestre 2008 al secondo trimestre 2014, che la quota parte legata ai servizi di vendita sia negli ultimi trimestri notevolmente calata (da 11,0 cent€/kWh a fine 2012 a 9,4 cent€/kWh del secondo trimestre 2014).

E’ proprio questo il parametro da tenere in considerazione per un’analisi sugli effetti della liberalizzazione del mercato, visto che è l’unica quota non vincolata da quote fisse dipendenti da oneri, imposte e costi della rete, sulla quale è possibile agire in un’offerta del mercato libero: minore è questa quota, meno margine gli operatori di mercato hanno per proporre offerte vantaggiose anche per il cliente.

                                                                                                                                                                                                                               Fonte: AEEG – Andamento del prezzo dell’energia elettrica con scomposizione per voce dal 2008 al 2014)

E l’Italia, attualmente con il 49,43% di margine di concorrenza, come si può notare dalla seconda figura qui sotto, che riporta la composizione della fattura dell’energia elettrica relativa al secondo trimestre 2014, è ancora lontana dalla più liberale Inghilterra (61%) ma maggiormente competitiva in tal senso rispetto alla Germania (35%) o al Belgio (34%).

Fonte: AEEG – Composizione della fattura dell’energia elettrica – II Trimestre 2014

 

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Le emissioni di co2 e la produzione di energia elettrica

By : Aldo |aprile 01, 2014 |Emissioni, energia, Home |0 Comment

Il riscaldamento globale è un problema ormai noto ed i governi di tutto il mondo si stanno muovendo per prendere i provvedimenti opportuni, attuando, seppur timidamente, gli accordi internazionali che prevedono riduzioni significative delle emissioni di anidride carbonica che è necessario raggiungere. Gli obiettivi sono ambizioni, la roadmap 2050 vede, per l’Europa, una riduzione delle emissioni dell’80% entro il 2050, prendendo come base il 1990.

Dai dati riportati in tabella è possibile notare come la riduzione delle emissioni richiesta per ogni settore sia significativa. Può essere preso come esempio il settore dei trasporti, nel quale nel periodo 1990-2005 le emissioni sono aumentate del 30% e si richiede entro il 2050, di ridurle di una percentuale compresa tra il 54% ed il 67%.

Se si continuasse ad adottare la politica energetica corrente, gli obiettivi previsti per il 2050 non verrebbero rispettati, in quanto si otterrebbe una riduzione delle emissioni di circa il 40%. E’ bene ricordare che si tratta sempre di previsioni nel lungo periodo.

È interessante notare come il settore energetico sia quello nei confronti del quale si prevede una riduzione delle emissioni praticamente totale, minimo del 92%, massimo del 99%. Equivale ad affermare che l’energia elettrica che utilizzeremo nei prossimi anni sarà ad impatto zero.

L’Italia, tecnologicamente all’avanguardia nel settore della produzione dell’energia elettrica, ha investito molte risorse per cercare di produrre energia elettrica sempre più green.

Gli sforzi hanno permesso di ridurre il fattore dell’energia elettrica da un valore di 578 gCO2/kWh del 1990 a 373,6 gCO2/kWh nel 2013. Una riduzione del 35% in 23 anni. Ciò è stato possibile grazie alla riduzione costante dell’utilizzo delle fonti fossili, a favore delle fonti rinnovabili, le quali continueranno ad essere protagoniste per i prossimi anni.

Fonte: SINAnetRete del Sistema Informativo Nazionale Ambientale – Andamento del fattore di emissione dell’energia elettrica nazionale [gCO2/kWh]

Fonte: – A Roadmap for moving to a competitive low carbon economy in 2050 – Riduzione delle emissioni per settore

 

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Mercato Elettrico

Il mercato elettrico

By : Aldo |marzo 24, 2014 |Consumi, Emissioni, energia, Home |0 Comment

Questa settimana parliamo dell’analisi del mercato elettrico.

Analizzando l’andamento del prezzo dell’energia elettrica, in termini di €/MWh, negli ultimi 30 giorni, è possibile osservare come il valore più basso si verifichi di domenica, mentre durante la settimana si registrano i picchi di prezzo. La differenza tra prezzo minimo e prezzo massimo nell’arco di una sola settimana può essere significativo, passando ad esempio da 25 € a 60 €, con una variazione del 140%. Nell’arco del mese di riferimento (febbraio 2014), il prezzo massimo di acquisto è rimasto circa costante, mentre è oscillato molto il prezzo minimo.

Analizzando i volumi di scambio, si nota come questi diminuiscano durante i week end, per aumentare e rimanere costanti nel corso dei giorni feriali.

Quindi, gli scambi di energia elettrica rispecchiano la stessa domanda.

Se si osserva l’andamento giornaliero del prezzo dell’energia elettrica per un giorno feriale, si vede come questo segua l’andamento giornaliero della domanda di energia elettrica, attenuato dal fatto che il dispacciamento delle rinnovabili ha la priorità sul termoelettrico. Come conseguenza si ha una riduzione dei costi massimi nelle ore di punta, con un andamento più schiacciato rispetto alla curva della domanda in questo arco della giornata. Infatti, tra le ore 7:00 e le ore 16:00, il prezzo oscilla attorno al prezzo medio, con valori al di sotto dei massimi giornalieri, mentre la curva della potenza rimane sui massimi giornalieri.

Fonte: GME – Andamento dei prezzi e dei volumi dal 30 gennaio al 28 febbraio 2014

In serata, quando il contributo delle rinnovabili viene meno, il prezzo del MWh aumenta drasticamente, a scapito di una riduzione della potenza richiesta.

Probabilmente, senza il contributo delle fonti rinnovabili, il prezzo dell’energia elettrica nelle ore di punta sarebbe stato molto più alto, prossimo ai valori di picco.

Fonte: Terna- Curva di carico giornaliero domanda nazionale energia elettrica

Fonte: GME – Prezzo di acquisto energia elettrica – 28 febbraio 2014 – Mercato del giorno prima

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Certificati Bianchi

Aggiornamento sul prezzo dei Certificati Bianchi

By : Aldo |marzo 19, 2014 |Consumi, Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Questa settimana parliamo dei  Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), il meccanismo che certifica il conseguimento di risparmi energetici a seguito di interventi di efficienza energetica realizzati.

Vi parliamo del valore attuale dei Certificati Bianchi sul mercato di riferimento in cui ha registrato un andamento crescente in questi primi due mesi del 2014 fino ad raggiungere i valori più alti dall’avvio del meccanismo.

 Infatti, nell’ultima sessione di mercato, verificatasi il 25/02/2014, il prezzo unitario dei TEE ha superato la soglia dei 144 €, quasi 40 € in più rispetto a valore registrato all’inizio dell’anno.

Tutto ciò è dovuto, con molta probabilità, alle modifiche al sistema dei certificati bianchi, introdotte all’inizio del 2014, le quali prevedono che vengano certificati solo progetti “ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione”, attribuendo, così, un valore maggiore ai progetti di efficienza energetica i quali possono trovare dai certificati bianchi un importante sostegno per gli investimenti.

L’efficacia del meccanismo dei certificati bianchi, non solo, è stata messa in evidenza dall’ENEA nel “Terzo Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica” presentato il 6 febbraio 2014, individuandolo come il sistema che ha maggiormente contributo nel generare risparmi (circa 35.000 GWh/anno tra il 2008 e il 2012), ma trova conferma anche dalle 890 proposte di progetto che ENEA ha valutato tra dicembre 2013 e febbraio 2014 che immetteranno sul mercato titoli per un valore complessivo di 90 Mln€.

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CompraVerde-BuyGreen

CS: Insieme al CompraVerde-BuyGreen

By : Aldo |ottobre 24, 2013 |Consumi, Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Insieme al CompraVerde-BuyGreen

Realtà diverse fanno rete e partecipano alla
manifestazione milanese dedicata agli acquisti verdi

 

Ottobre 2013 – CompraVerde-BuyGreen si tiene il 30 e 31 ottobre al Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61 a Milano. La manifestazione, promossa dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Regione Lombardia, Adescoop – Agenzia dell’Economia Sociale ed Ecosistemi, con il patrocinio di numerose istituzioni italiane e comunitarie, nasce per offrire un contributo concreto  allo scambio e allo sviluppo di esperienze e buone pratiche di green economy in Italia.

Mercoledì 30 ottobre nell’ambito del Forum (giunto alla VII° edizione) dalle 11.30 alle 12.30 si terra l’incontro dal titolo Certificazioni per ridurre tempi, costi e… crisi di nervi, un’occasione per fare il punto sui vantaggi competitivi delle certificazioni in ambito privato e pubblico: come selezionare e partecipare a un appalto verde? Quali certificazioni di sistema e di prodotto ottenere anche in considerazione del fatto che entro il 2014 almeno il 50% degli appalti della PA dovrà essere verde, come indicato dal Piano d’azione nazionale per il Green Public Procurement (GPP)?

E-Cube parteciperà all’iniziativa con un intervento alle ore 12.00 dal titolo “OBIETTIVOMENO®: ESCo per combattere gli sprechi.

 

Per ulteriori informazioni:

info@e3cube.it

Tel. 06 96840526

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Aria sottile.......con l'efficienza energetica migliora

Volano i titoli di efficienza energetica

By : Aldo |giugno 16, 2013 |Efficienza energetica, Emissioni, energia, Home |0 Comment

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) con il supporto di ENEA ed RSE, ha concluso le istruttorie tecnica di 1.036 progetti per il rilascio dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE) detti anche certificati bianchi. Di questi progetti, 66 sono Proposte di Progetto e Programma di Misura (PPPM) e 970 Richieste di Verifica e Certificazione (RVC), presentati durante il periodo dal 3 febbraio 2013, data in cui l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) ha trasferito la responsabilità sulla gestione dei TEE al GSE, al 31 maggio 2013.

A valle della chiusura dei procedimenti amministrativi e delle istruttorie tecniche durante il periodo transitorio, il GSE ha inoltre autorizzato il Gestore del Mercato Energetico (GME) ad emettere 2.775.016 di TEE, quantità che, secondo il GSE, risulta in linea con le previsioni del Ministero dello Sviluppo Economico.

Secondo i dati diffusi dal GME, nel mese di aprile, è stato registrato un aumento dei prezzi medi rispetto al mese precedente; in percentuale l’aumento è stato pari a 2,73 % per la Tipologia I, 2,51 % per la Tipologia II, 3,92% per la Tipologia II_CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) e 0,64 % per la Tipologia III. In particolare i titoli di Tipo I sono stati scambiati ad una media di 109,24 € (rispetto a 106,24 € di marzo), i titoli di Tipo II ad una media di 108,72 € (rispetto a  106,06 € di marzo), i titoli di Tipo II_CAR ad una media di 110,07 € (rispetto a 105,92 € di marzo) e, infine, i titoli di Tipo III ad una media di 106,81 € (rispetto a 106,14 € di marzo).

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