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Consumi

Life in touch

Whirpool tecnologia e sostenibilità

By : Aldo |giugno 27, 2014 |Consumi, Efficienza energetica, Home |0 Comment

Siamo stati a Taormina all’evento #lifeintouch di Whirpool. 3 giorni alla scoperta di Taormina, terrà di profumi e sapori della tradizione mediterranea, dove abbiamo scoperto come il “tocco tecnologico” e il “tocco umano” siano il perfetto connubio per una vita “antispreco”.

Life in touch”  è il tema che guida la comunicazione dell’azienda nel corso del 2014 . “Life in touch” rappresenta il connubio perfetto  fra il “tocco tecnologico”, rappresentato dal desiderio di avere elettrodomestici sempre più smart, sostenibili ed intuitivi, e il “tocco umano”, che caratterizza i nuovi stili di vita e di consumo ed esprime il desiderio di una quotidianità più a contatto con l’ambiente e le persone.

Whirlpool, infatti, è attenta all’evolversi degli stili di vita e di consumo, che negli ultimi anni si stanno spostando verso abitudini più salutari, rispettose e consapevoli nei confronti dell’ambiente. Viviamo, infatti,  in un’epoca in cui la “Conscious life” è sempre più presente e racchiude in sé il desiderio di prolungare la vita degli oggetti che ci circondano, degli abiti che indossiamo, dei cibi che acquistiamo: tutto viene investito di emozioni, di ricordi, di valori e per questo ogni prodotto va oltre la sua mera natura di oggetto, diventando un compagno di vita. Si vive e si consuma in modo più responsabile e consapevole, cercando di trovare nuovi equilibri tra cultura, mentalità, ambiente e consumismo. 

La presentazione dei loro prodotti e di questa nuova visione d’insieme si è svolto ai Giardini Naxos. Tra gli interventi che cono stati significativi per il nostro punto di vista è stato quello di Antonio Galdo,  scrittore e fondatore del sito www.nonsprecare.it, community che conta oltre 146.000 persone, ha con l’occasione portato la sua testimonianza ed espresso il suo punto di vista su come la lotta agli sprechi sia foriera di nuove opportunità.

Secondo Galdo, stiamo infatti assistendo ad una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che si traduce concretamente in nuovi stili di vita, nuove abitudini di consumo e in nuova crescita economica. Una rivoluzione che sta portando sempre più a forma di partecipazione e collaborazione. Si sono create infatti ben 136 piattaforme digitali che vanno dallo scambio case (Airbnb), alla condivisione delle auto con Uber e il car sharing, al crowdfunding e al baratto. Una rivoluzione che sta portando sempre più persone verso la creazione di aziende agricole, in Italia, nel 2013, infatti si sono registrate quasi 12mila nuove aziende agricole.

Una rivoluzione che si sta sviluppando in ogni campo e in ogni settore della nostra vita.

Per dare la possibilità ai consumatori di contribuire in modo semplice, ma efficace alla lotta contro gli sprechi, Whirlpool ha sviluppato tecnologie sostenibili, dal punto di vista ambientale e sociale, in grado di ridurre ai minimi termini le risorse impiegate e di prolungare il ciclo di vita degli elettrodomestici stessi e di tutto ciò di cui si prendono cura. 6° Senso è, infatti, la tecnologia green per eccellenza, trasversale su tutte le categorie di prodotto, che fa risparmiare acqua, tempo ed energia e che risponde ad un bisogno di funzionalità, grazie all’intuitività e alla semplicità di utilizzo.  Il risultato è una gamma di elettrodomestici che si posizionano come i numeri uno sul mercato e che permettono nel caso del frigorifero da incasso Everest con tecnologia Stop Frost, addirittura di prolungare la vita degli alimenti riducendo gli sprechi. Alla lavastoviglie che fa risparmiare e lava e asciuga in 1 ora.

Lo scopo di Whirpoool e’ quello di  è sensibilizzare i consumatori nell’adottare uno stile di vita più consapevole, fornendo loro il valido supporto delle ultimissime innovazioni tecnologiche”, ha  dichiarato Lorenzo Paolini, VP & AD West & South Region Market Operations Whirlpool EMEA.

 Whirlpool è da sempre un’azienda che si distingue per il suo impegno nella lotta contro lo spreco alimentare. Nel corso del 2012 dà vita,   all’interno del polo aziendale di Cassinetta, al Food Institute: il centro per l’avanzamento scientifico e tecnologico specializzato nella Scienza del Cibo, volto a studiare e analizzare i diversi aspetti della catena agro-alimenatre, dalla produzione alla cottura, dalla trasformazione fino alla conservazione. Un progetto nato dalla collaborazione tra università, industrie alimentari e non ed enti pubblici, strettamente legati all’Istituto di Ricerca e Sviluppo di Whirlpool,  l’organo ufficiale che lo gestisce.

Nel 2013, l’Istituto di Ricerca e Sviluppo di Whirlpool diventa partner della campagna Un anno contro lo spreco di Last Minute Market, nato come spin off dell’Università di Bologna. Fondato  nel 1998 come attività di ricerca, è oggi diventato una vera e propria realtà imprenditoriale, che opera in diversi paesi sviluppando progetti locali a scopo benefico per recuperare beni di consumo rimasti invenduti o senza mercato. Il sostegno di Whirlpool alla campagna continua anche nel corso del 2014.

Le sofisticate tecnologie sviluppate da Whirlpool rappresentano, infine, la massima espressione di questo impegno e la rendono il Numero Uno nella conservazione degli alimenti.  A Taormina sono stati protagonisti molti dei prodotti sviluppati da Whirlpool per un’ottimale conservazione degli alimenti. 

Whirpool ci ha mostrato come le nuove tecnologie posso essere utile al consumatore per evitare sprechi e risparmire energia. L’unione di sensori, illuminazione led e tecnologia avanzata fanno di questi prodotti delle eccellenze. 

Il “Tocco Tecnologico”, offerto da Whirlpool, deve essere combinato con il “Tocco Umano” per prolungare al meglio il ciclo di vita degli alimenti,   conservando vitamine, minerali e proprietà nutritive. Basta seguire alcune semplici regole nella scelta e preparazione, nel confezionamento,  congelamento e scongelamento dei diversi cibi.

 

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Aggiornamento sul prezzo dei certificati bianchi

By : Aldo |aprile 17, 2014 |Consumi, Efficienza energetica, Home |0 Comment

Torniamo a parlare di Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), il meccanismo che certifica il conseguimento di risparmi energetici a seguito di interventi di efficienza energetica realizzati.

Suddetto meccanismo permette di usufruire di un incentivo economico derivante dalla vendita dei certificati ottenuti in seguito all’intervento.

L’analisi dei prezzi di scambio dei certificati diventa quindi fondamentale per cercare di massimizzarne il profitto derivante dalla vendita dei certificati stessi.
Dal grafico è possibile notare come a partire da febbraio 2014 sia iniziato un movimento rialzista del prezzo di scambio dei TEE, fino a raggiungere il massimo assoluto nella prima settimana di marzo a 149 €. E’ seguito quindi un rintracciamento dei prezzi, ancora in corso, che potrebbe terminare al raggiungimento del supporto in area 107 €. Da questo livello è lecito attendersi un rimbalzo, considerando anche che ci troveremmo vicini alla data di restituzione dei TEE, da concludersi per la fine del mese di maggio, periodo in cui i volumi di scambio sono generalmente elevati. Una rottura del supporto nell’area 107€ potrebbe innescare un’ulteriore discesa dei prezzi fino al nuovo supporto posto nell’area 100 €.

Nell’ultima sessione di scambio, i volumi dei TEE di II tipo sono stati maggiori di quelli dei TEE di I tipo. I TEE di III tipo hanno rappresentato  il 13% degli scambi totali.

Il confronto del prezzo dei TEE Y/Y mostra un leggero aumento del valore, passando da 106,28 € a 111,90 €, una variazione annuale del 5,3%.

Fonte: GSE – Andamento TEE – Ott. 2013 – Mar. 2014

 

 

 

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Mercato Elettrico

Il mercato elettrico

By : Aldo |marzo 24, 2014 |Consumi, Emissioni, energia, Home |0 Comment

Questa settimana parliamo dell’analisi del mercato elettrico.

Analizzando l’andamento del prezzo dell’energia elettrica, in termini di €/MWh, negli ultimi 30 giorni, è possibile osservare come il valore più basso si verifichi di domenica, mentre durante la settimana si registrano i picchi di prezzo. La differenza tra prezzo minimo e prezzo massimo nell’arco di una sola settimana può essere significativo, passando ad esempio da 25 € a 60 €, con una variazione del 140%. Nell’arco del mese di riferimento (febbraio 2014), il prezzo massimo di acquisto è rimasto circa costante, mentre è oscillato molto il prezzo minimo.

Analizzando i volumi di scambio, si nota come questi diminuiscano durante i week end, per aumentare e rimanere costanti nel corso dei giorni feriali.

Quindi, gli scambi di energia elettrica rispecchiano la stessa domanda.

Se si osserva l’andamento giornaliero del prezzo dell’energia elettrica per un giorno feriale, si vede come questo segua l’andamento giornaliero della domanda di energia elettrica, attenuato dal fatto che il dispacciamento delle rinnovabili ha la priorità sul termoelettrico. Come conseguenza si ha una riduzione dei costi massimi nelle ore di punta, con un andamento più schiacciato rispetto alla curva della domanda in questo arco della giornata. Infatti, tra le ore 7:00 e le ore 16:00, il prezzo oscilla attorno al prezzo medio, con valori al di sotto dei massimi giornalieri, mentre la curva della potenza rimane sui massimi giornalieri.

Fonte: GME – Andamento dei prezzi e dei volumi dal 30 gennaio al 28 febbraio 2014

In serata, quando il contributo delle rinnovabili viene meno, il prezzo del MWh aumenta drasticamente, a scapito di una riduzione della potenza richiesta.

Probabilmente, senza il contributo delle fonti rinnovabili, il prezzo dell’energia elettrica nelle ore di punta sarebbe stato molto più alto, prossimo ai valori di picco.

Fonte: Terna- Curva di carico giornaliero domanda nazionale energia elettrica

Fonte: GME – Prezzo di acquisto energia elettrica – 28 febbraio 2014 – Mercato del giorno prima

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Certificati Bianchi

Aggiornamento sul prezzo dei Certificati Bianchi

By : Aldo |marzo 19, 2014 |Consumi, Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Questa settimana parliamo dei  Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), il meccanismo che certifica il conseguimento di risparmi energetici a seguito di interventi di efficienza energetica realizzati.

Vi parliamo del valore attuale dei Certificati Bianchi sul mercato di riferimento in cui ha registrato un andamento crescente in questi primi due mesi del 2014 fino ad raggiungere i valori più alti dall’avvio del meccanismo.

 Infatti, nell’ultima sessione di mercato, verificatasi il 25/02/2014, il prezzo unitario dei TEE ha superato la soglia dei 144 €, quasi 40 € in più rispetto a valore registrato all’inizio dell’anno.

Tutto ciò è dovuto, con molta probabilità, alle modifiche al sistema dei certificati bianchi, introdotte all’inizio del 2014, le quali prevedono che vengano certificati solo progetti “ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione”, attribuendo, così, un valore maggiore ai progetti di efficienza energetica i quali possono trovare dai certificati bianchi un importante sostegno per gli investimenti.

L’efficacia del meccanismo dei certificati bianchi, non solo, è stata messa in evidenza dall’ENEA nel “Terzo Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica” presentato il 6 febbraio 2014, individuandolo come il sistema che ha maggiormente contributo nel generare risparmi (circa 35.000 GWh/anno tra il 2008 e il 2012), ma trova conferma anche dalle 890 proposte di progetto che ENEA ha valutato tra dicembre 2013 e febbraio 2014 che immetteranno sul mercato titoli per un valore complessivo di 90 Mln€.

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CompraVerde-BuyGreen

CS: Insieme al CompraVerde-BuyGreen

By : Aldo |ottobre 24, 2013 |Consumi, Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Insieme al CompraVerde-BuyGreen

Realtà diverse fanno rete e partecipano alla
manifestazione milanese dedicata agli acquisti verdi

 

Ottobre 2013 – CompraVerde-BuyGreen si tiene il 30 e 31 ottobre al Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61 a Milano. La manifestazione, promossa dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Regione Lombardia, Adescoop – Agenzia dell’Economia Sociale ed Ecosistemi, con il patrocinio di numerose istituzioni italiane e comunitarie, nasce per offrire un contributo concreto  allo scambio e allo sviluppo di esperienze e buone pratiche di green economy in Italia.

Mercoledì 30 ottobre nell’ambito del Forum (giunto alla VII° edizione) dalle 11.30 alle 12.30 si terra l’incontro dal titolo Certificazioni per ridurre tempi, costi e… crisi di nervi, un’occasione per fare il punto sui vantaggi competitivi delle certificazioni in ambito privato e pubblico: come selezionare e partecipare a un appalto verde? Quali certificazioni di sistema e di prodotto ottenere anche in considerazione del fatto che entro il 2014 almeno il 50% degli appalti della PA dovrà essere verde, come indicato dal Piano d’azione nazionale per il Green Public Procurement (GPP)?

E-Cube parteciperà all’iniziativa con un intervento alle ore 12.00 dal titolo “OBIETTIVOMENO®: ESCo per combattere gli sprechi.

 

Per ulteriori informazioni:

info@e3cube.it

Tel. 06 96840526

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Cassonetto per raccogliere e i piccoli RAEE

RAEE: arriva il cassonetto smart

By : Aldo |luglio 30, 2013 |Consumi, Home, Rifiuti |0 Comment

Dopo Bologna anche a Ravenna è stato istallato un innovativo “parcheggio” per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). La sperimentazione di raccolta dei RAEE rientra nel progetto europeo Life Identis WEEE, partito due anni fa e la cui fase pratica è iniziata a  maggio con la collaborazione della multi-utility Hera, il consorzio Eco-light e con la Fondazione spagnola Ecolum. Il RAEE parking è stato ideato per “ospitare” piccoli elettrodomestici, televisori, monitor, aspirapolvere, neon e lampadine a risparmio energetico, oltre che, pile portatili.

Per accedere al cassonetto, che ha dimensioni considerevoli (7 x 2,5 metri), basta avere o la propria tessera sanitaria o la tessera Hera delle stazioni ecologiche, oppure avere la bolletta energetica Hera che riporta il codice a barre dell’utente.

Una volta registrato, il cittadino seleziona il tipo di rifiuto da conferire e il cassonetto in automatico apre lo sportello dove “gettare” il proprio RAEE.

Da Ecolight, consorzio per la gestione dei RAEE, spiegano che durante la prima fase, durata due mesi, a Bologna, il RAEE parking ha avuto più di 200 utenti ed ha permesso di recuperare tre tonnellate tra rifiuti elettronici, pile e accumulatori esausti.

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Fiume Po

A Ravenna l’acqua del Po diventa potabile

By : Aldo |giugno 21, 2013 |Acqua, Consumi, Home |0 Comment

La città di Ravenna ha iniziato i lavori di costruzione del più grande impianto di trattamento delle acque, per rifornire la città di acqua potabile anche durante i periodi di massima richiesta, quando la presenza di riserve idriche negli invasi esistenti si riduce notevolmente. La tecnologia utilizzata sarà la membrana  ZeeWeed* 500 di GE – fibre cave rinforzate di ultrafiltrazioneche, captando l’acqua del fiume Po,  la tratterà potabilizzandola. La portata di acqua trattata sarà di 95000 metri cubi, arrivando a poter servire una popolazione fino a  400000 abitanti, ben oltre le esigenze della città dell’Emilia-Romagna.

L’impianto sarà costituito da 40 vasche con moduli ZeeWeed* 500 disposte su otto linee. Le membrane saranno immerse nelle vasche aerate, a diretto contatto con l’acqua da trattare, utilizzando come forza motrice la differenza di pressione tra le due superfici della membrana, prodotta grazie ad una pompa che permetterà il passaggio del permeato attraverso la membrana stessa. Durante questo processo la membrana semipermeabile tratterà le particelle in sospensione, i batteri, i virus e gli altri agenti patogeni;  l’acqua in uscita verrà inviata ad uno stadio di post-disinfezione per poter essere destinata al consumo umano.

I vantaggi di questo sistema rispetto ad una tecnologia MBR sono la riduzione dei costi energetici del 30% circa, la capacità di trattamento idrico migliorata del 15%, la riduzione degli interventi di controllo del 50%, la riduzione dell’ingombro fisico del 20% e in ultimo la riduzione del consumo delle sostanze chimiche per i lavaggi delle membrane.

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Idrogeno da nanoparticelle per energia a bassi costi

By : Aldo |giugno 16, 2013 |Acqua, Consumi, Emissioni, energia |0 Comment

L’idrogeno è l’elemento più abbondante sulla Terra. Purtroppo in natura non si trova libero ma è legato all’ossigeno per formare acqua. L’acqua è un ottimo combustibile, ma è necessario estrarre l’idrogeno; per poter compiere questa operazione, oggi, serve una grande quantità di energia.

Per ovviare a questo problema e rendere la sua produzione pratica ed economicamente conveniente, gli scienziati da anni cercano un modo per innescare le reazioni chimiche necessarie usando un catalizzatore economico, che sia in grado di sostituire il platino, elemento costoso e abbastanza raro.

Un gruppo di ricercatori della Penn State University ha utilizzato una nano-particella al fosfuro di nichel per produrre idrogeno dall’acqua.

I ricercatori della Penn State University hanno utilizzato dei sali metallici disponibili commercialmente che sciolti in solventi e miscelati con altre sostanze, innescata una reazione esotermica (cioè che produce calore) ha portato alla formazione di nano-particelle. La nano-particella formatasi ha una geometria quasi-sferica, ed è proprio questa piccola imperfezione, presente sui molti bordi piatti esposti, offre una elevata area superficiale, dove i bordi piatti creano un gran numero di siti idonei a catalizzare la reazione chimica di produzione dell’ idrogeno.

Un team di ricercatori del California Institute of Technology, ha successivamente testato le prestazioni delle nano particelle nel catalizzare e le reazioni chimiche.

La ricerca, finanziata dalla National Science Foundation e dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti potrebbe essere il primo passo verso una energia a costi contenuti e molto flessibile negli usi.

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Care fresche e dolci acque…

By : Aldo |giugno 16, 2013 |Acqua, Consumi, Home, Rifiuti |0 Comment

c'era una volta l'acqua pubblica

C’è una strana abitudine che caratterizza il consumo di acqua in Italia.  Scegliamo di pagare tra i 20 e i 50 centesimi di euro una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale, piuttosto che bere l’acqua potabile che ci viene spesso fornita direttamente in casa dalla società distributrice, a fronte di un costo tra 0,51 e 1,08 euro a metro cubo (cioè 1000 litri di acqua potabile). La spesa appare tanto più irrazionale in un momento di crisi come questo, in cui per altri versi cerchiamo di risparmiare su beni di consumo di gran lunga meno essenziali. A quanto pare, tuttavia, dovremmo ritenerci precursori di un’abitudine cui dovrà conformarsi l’intera popolazione mondiale se le cose non cambieranno: pagare a carissimo prezzo la poca acqua che sarà rimasta.

Quello che è infatti emerso il 5 giugno scorso, durante le “celebrazioni” della giornata mondiale dell’ambiente, nel dibattito tra i massimi esperti mondiali nel recupero, nella conservazione, nell’uso e nella distribuzione dell’acqua, riuniti nell’Aula Magna dell’Università di Firenze, è che l’acqua è l’oro blu del XXI secolo. I veloci cambiamenti climatici ai quali stiamo assistendo ormai da decenni, unitamente al massiccio incremento demografico, determineranno una drastica diminuzione delle risorse naturali, acqua compresa, e un altrettanto drastico aumento della domanda di questi beni. Le conseguenze potrebbero essere disastrose, soprattutto nel bacino del Mediterraneo, se consideriamo che l’acqua, oltre a essere indispensabile alla sussistenza di tutti gli esseri viventi, è anche un ingrediente di base della produzione sia degli alimenti sia di molti articoli di utilizzo quotidiano.

La soluzione suggerita dal professor Giampiero Maracchi, storico climatologo del CNR IBIMET, oggi presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, prevede di “pensare ad un nuovo sviluppo delle politiche ambientali”, in particolare nell’agricoltura, il settore più duramente colpito dal dissesto idrogeologico globale. Il rischio è che il decisore politico prenda le decisioni necessarie alla collettività sulla base di suggestioni, di interessi di parte, di mode e spesso anche di posizioni affrettate e purtroppo in genere  scarsamente documentate e prive di una base conoscitiva scientifica accurata.

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Celle fotovoltaiche meglio delle piante nella conversione di energia solare in elettricità

By : Aldo |aprile 11, 2013 |Consumi, Emissioni, Home |0 Comment

La fotosintesi clorofilliana, a cui si ispira il fotovoltaico ha una bassissima efficienza di conversione energetica.  Di tutto il sole che investe le celle solari delle piante, le figlie, solo 1,5% viene convertito in energia efficiente per i rpcessi biochimici che consentono alle piante di svolgere la loro principale attività.

Negli Stati Uniti la  Spectrolab, che fa parte di Boeing Defense, Space & Security, fornitore commerciale a livello mondiale di celle solari ad alta efficienza multi-giunzione ha superato l’efficienza di madre natura.  La cella ha convertito il 37,8% di energia solare in energia elettrica, con un nuovo tipo di celle fotovoltaiche ad alta efficienza multi-giunzione, costruite da due e più materiali, sfruttando anche la tecnologia messa a punto dalla Boeing per rendere i materiali semiconduttori più affidabili.  Il risultato raggiunto dalla Spectrolab,  controllata della Boeing, nell’efficienza delle celle fotovoltaiche per usi terresti (e non spaziali) è stato verificato dal National Renewable Energy Laboratory di Golden, in Colorado braccio operativo del Department of Energy’s (DOE) degli Stati Uniti .

Il record e’ stato conseguito senza concentrazione, ovvero la pratica comune che prevede di avere lenti o specchi che concentrino sfruttando le regole della geometria i raggi solari sulle celle fotovoltaiche. Una ulteriore incoraggiante svolta per il fotovoltaico che ormai è diventato una fonte energetica di routine. E pensare che c’è ancora chi in Italia ne dubita o peggio ancora cerca di fermare la corsa delle rinnovabili.

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