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Idrogeno da nanoparticelle per energia a bassi costi

By : Aldo |giugno 16, 2013 |Acqua, Consumi, Emissioni, energia |0 Comment

L’idrogeno è l’elemento più abbondante sulla Terra. Purtroppo in natura non si trova libero ma è legato all’ossigeno per formare acqua. L’acqua è un ottimo combustibile, ma è necessario estrarre l’idrogeno; per poter compiere questa operazione, oggi, serve una grande quantità di energia.

Per ovviare a questo problema e rendere la sua produzione pratica ed economicamente conveniente, gli scienziati da anni cercano un modo per innescare le reazioni chimiche necessarie usando un catalizzatore economico, che sia in grado di sostituire il platino, elemento costoso e abbastanza raro.

Un gruppo di ricercatori della Penn State University ha utilizzato una nano-particella al fosfuro di nichel per produrre idrogeno dall’acqua.

I ricercatori della Penn State University hanno utilizzato dei sali metallici disponibili commercialmente che sciolti in solventi e miscelati con altre sostanze, innescata una reazione esotermica (cioè che produce calore) ha portato alla formazione di nano-particelle. La nano-particella formatasi ha una geometria quasi-sferica, ed è proprio questa piccola imperfezione, presente sui molti bordi piatti esposti, offre una elevata area superficiale, dove i bordi piatti creano un gran numero di siti idonei a catalizzare la reazione chimica di produzione dell’ idrogeno.

Un team di ricercatori del California Institute of Technology, ha successivamente testato le prestazioni delle nano particelle nel catalizzare e le reazioni chimiche.

La ricerca, finanziata dalla National Science Foundation e dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti potrebbe essere il primo passo verso una energia a costi contenuti e molto flessibile negli usi.

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Care fresche e dolci acque…

By : Aldo |giugno 16, 2013 |Acqua, Consumi, Home, Rifiuti |0 Comment

c'era una volta l'acqua pubblica

C’è una strana abitudine che caratterizza il consumo di acqua in Italia.  Scegliamo di pagare tra i 20 e i 50 centesimi di euro una bottiglia da 1,5 litri di acqua minerale, piuttosto che bere l’acqua potabile che ci viene spesso fornita direttamente in casa dalla società distributrice, a fronte di un costo tra 0,51 e 1,08 euro a metro cubo (cioè 1000 litri di acqua potabile). La spesa appare tanto più irrazionale in un momento di crisi come questo, in cui per altri versi cerchiamo di risparmiare su beni di consumo di gran lunga meno essenziali. A quanto pare, tuttavia, dovremmo ritenerci precursori di un’abitudine cui dovrà conformarsi l’intera popolazione mondiale se le cose non cambieranno: pagare a carissimo prezzo la poca acqua che sarà rimasta.

Quello che è infatti emerso il 5 giugno scorso, durante le “celebrazioni” della giornata mondiale dell’ambiente, nel dibattito tra i massimi esperti mondiali nel recupero, nella conservazione, nell’uso e nella distribuzione dell’acqua, riuniti nell’Aula Magna dell’Università di Firenze, è che l’acqua è l’oro blu del XXI secolo. I veloci cambiamenti climatici ai quali stiamo assistendo ormai da decenni, unitamente al massiccio incremento demografico, determineranno una drastica diminuzione delle risorse naturali, acqua compresa, e un altrettanto drastico aumento della domanda di questi beni. Le conseguenze potrebbero essere disastrose, soprattutto nel bacino del Mediterraneo, se consideriamo che l’acqua, oltre a essere indispensabile alla sussistenza di tutti gli esseri viventi, è anche un ingrediente di base della produzione sia degli alimenti sia di molti articoli di utilizzo quotidiano.

La soluzione suggerita dal professor Giampiero Maracchi, storico climatologo del CNR IBIMET, oggi presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, prevede di “pensare ad un nuovo sviluppo delle politiche ambientali”, in particolare nell’agricoltura, il settore più duramente colpito dal dissesto idrogeologico globale. Il rischio è che il decisore politico prenda le decisioni necessarie alla collettività sulla base di suggestioni, di interessi di parte, di mode e spesso anche di posizioni affrettate e purtroppo in genere  scarsamente documentate e prive di una base conoscitiva scientifica accurata.

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fonte: ucrtoday.ucr.edu

Nox-out: il filtro che rende green il tosaerba

By : Aldo |giugno 14, 2013 |Emissioni, Home |0 Comment

 

Nato dalle menti di un gruppo di studenti della facoltà di ingegneria dell’University of California, Nox-out è un particolare filtro in grado di ridurre le emissioni, il rumore e l’odore di benzina dei tosaerba. Il filtro interviene sul sistema di alimentazione del motore dei tosaerba, riducendo notevolmente la quantità di inquinanti emessi durante la rasatura del prato.

Nox-out è costituito da una marmitta modificata, con alla base un piccolo barattolo in vetro di quarzo (contenente una soluzione di urea) che funge da filtro, catturando il particolato emesso dal motore; successivamente,  attraverso un sistema di scarico, il particolato così filtrato viene smaltito come un rifiuto non pericoloso.

Nox-out è un dispositivo ancora in fase di sperimentazione, ma si suppone che sarà sul mercato in tempi brevi.

 

Fonte articolo: www.ecoseven.net

Fonte immagine: ucrtoday.ucr.edu

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Celle fotovoltaiche meglio delle piante nella conversione di energia solare in elettricità

By : Aldo |aprile 11, 2013 |Consumi, Emissioni, Home |0 Comment

La fotosintesi clorofilliana, a cui si ispira il fotovoltaico ha una bassissima efficienza di conversione energetica.  Di tutto il sole che investe le celle solari delle piante, le figlie, solo 1,5% viene convertito in energia efficiente per i rpcessi biochimici che consentono alle piante di svolgere la loro principale attività.

Negli Stati Uniti la  Spectrolab, che fa parte di Boeing Defense, Space & Security, fornitore commerciale a livello mondiale di celle solari ad alta efficienza multi-giunzione ha superato l’efficienza di madre natura.  La cella ha convertito il 37,8% di energia solare in energia elettrica, con un nuovo tipo di celle fotovoltaiche ad alta efficienza multi-giunzione, costruite da due e più materiali, sfruttando anche la tecnologia messa a punto dalla Boeing per rendere i materiali semiconduttori più affidabili.  Il risultato raggiunto dalla Spectrolab,  controllata della Boeing, nell’efficienza delle celle fotovoltaiche per usi terresti (e non spaziali) è stato verificato dal National Renewable Energy Laboratory di Golden, in Colorado braccio operativo del Department of Energy’s (DOE) degli Stati Uniti .

Il record e’ stato conseguito senza concentrazione, ovvero la pratica comune che prevede di avere lenti o specchi che concentrino sfruttando le regole della geometria i raggi solari sulle celle fotovoltaiche. Una ulteriore incoraggiante svolta per il fotovoltaico che ormai è diventato una fonte energetica di routine. E pensare che c’è ancora chi in Italia ne dubita o peggio ancora cerca di fermare la corsa delle rinnovabili.

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2013 “RI-nasce” obiettivomeno

By : Aldo |aprile 11, 2013 |Acqua, Consumi, Emissioni, Rifiuti |0 Comment

È nei momenti di stress che si determinano i cambiamenti più veloci e profondi. I nostri sistemi economici e produttivi, specialmente quelli legati in modo più stringente al consumo di risorse quali energia, acqua e territorio, sono entrati ormai da qualche anno in un periodo di forte difficoltà.

La crisi, da finanziaria a economica, sembra essere un grande vortice che allargandosi coinvolge sempre più aspetti della nostra società, fino a minarne la stessa struttura e fondamenta. “Siamo fermi” o “non cresciamo più” sono i principali gridi d’allarme dei governi, specialmente qui in Europa il continente dove la corsa dell’economia sembra proprio essersi fermata. Bene, siamo proprio sicuri che correre sia la soluzione migliore? O possiamo trovarne altre?
Obiettivomeno, dal 2008, cerca, identifica e promuove nuove soluzioni per aiutare i nostri clienti a definire, valutare e, se del caso, modificare i propri comportamenti per orientarsi a nuove fasi di sviluppo.

Abbracciare uno o più percorsi “Obiettivomeno” non vuol dire avere meno ma avere la possibilità di usare beni e servizi di alta qualità a prezzi adeguati, soprattutto in termini di risorse consumate.
Per arrivarci, ve lo possiamo garantire, non basta solo offrire alle imprese e agli enti pubblici gli strumenti tecnici e tecnologici adeguati. Quello che conta veramente è la nostra volontà di abbracciare i cambiamenti: comunicare al sistema economico le nostre preferenze è la chiave per vederle realizzate al meglio.

In questo senso è giusto e importante capire bene quando,come e dove informarsi, senza dover investire troppo tempo per farlo. Da queste considerazioni nasce il nuovo sito di obiettivomeno: un’offerta ampia e variegata di servizi e un buon apporto di informazioni, gratuite, chiare e il più possibile condivise sulla sostenibilità e su tutto ciò che potrebbe avvicinare il domani.

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“Milano blu”, comincia Palazzo Marino: 60 centesimi di euro ogni 1000 litri di chiara, fresca, acqua pubblica per i consiglieri milanesi.

By : Aldo |aprile 11, 2013 |Acqua, Consumi, Rifiuti |0 Comment

Acqua chiara, liscia, gassata. Pubblica. Possibilmente del rubinetto.

Da qualche parte si comincia. A Palazzo Marino, a Milano. La Metropolitana milanese Spa, società che gestisce l’acquedotto nel capoluogo meneghino,  entro fine aprile, installerà due distributori nella sede del Comune e in quella dei gruppi consiliari. La sete dei 48 consiglieri comunali nel 2012, è costata ai milanesi  circa 3 mila euro. Una goccia d’acqua nel mare degli sprechi. Ma il mare è fatto da gocce! una dopo l’altra.

Risparmio e acqua pubblica, controllata e di buona qualità per i politici di Milano. L’acqua costerà 60 centesimi per 1.000 litri, i consiglieri potranno sceglierla o liscia o gassata. Si eviteranno anche tanti rifiuti di plastica, le famigerate bottigliette. Meno rifiuti, meno spesa di denaro pubblico e chiare fresche e dolci acque pubbliche per i politici milanesi. A quando nel resto d’Italia?

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Conclave: a Roma in campo le energie rinnovabili

By : Aldo |marzo 12, 2013 |Rifiuti |0 Comment

Ogni giorno leggiamo una quantità enorme di notizie e ne sottovalutiamo i contenuti che ci possono trasmettere.

Ad esempio è uscita una breve nota che informa che per tutta la durata del Conclave convocato per la successione al soglio pontificio di Benedetto XVI, AMA provvedendo alla pulizia e il decoro nelle aree di maggior transito dei fedeli aveva posizionato temporaneamente 5 compattatori scarrabili, in prossimità della basilica di San Pietro, adoperati per il conferimento dei materiali non riciclabili raccolti come conseguenza dell’inevitabile afflusso di fedeli. In particolare i compattatori presentano una caratteristica da non sottovalutare: in tutte le fasi di funzionamento dell’attrezzatura (compattazione, espulsione rifiuti) i macchinari utilizzeranno appositi moduli fotovoltaici, e non avranno bisogno di energia elettrica ausiliaria.

Sembra una notizia come tante altre, ma in realtà presenta delle novità da non sottovalutare. Dopo varie esperienze negative, sembra che si cominci a gestire i servizi alla città di Roma in maniera più efficiente, prevedendo interventi straordinari per eventi straordinari, senza dover agire in “emergenza” come spesso è accaduto e probabilmente accadrà in futuro. Inoltre è stato deciso di utilizzare dei macchinari (particolare da non dimenticare prodotti da un’azienda italiana) che funzionano ad energia solare, un particolare che può sembrare secondario ma che tale non è: l’utilizzo della tecnologia fotovoltaica apporta risparmi energetici (anche se decisamente contenuti), permette la riduzione delle emissioni acustiche, e dà un segnale di attenzione alla sostenibilità da parte dell’amministrazione, che fornisce un’immagine di Roma certamente più moderna.

Naturalmente questo non fa di Roma una città dall’efficienza e la pulizia scandinava, i problemi restano tutti. Dimenticavo: l’articolo non riferisce niente sull’attivazione di un potenziamento della raccolta differenziata per l’occasione. Probabilmente la strada da fare è ancora tanta.

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L’accordo sulle emissioni prodotte dal settore dell’aviazione stenta a decollare

By : Aldo |febbraio 27, 2013 |Emissioni |0 Comment

Come era nell’aria, la Commissione Ambiente dell’Europarlamento ha votato la parziale sospensione del sistema di scambio dei crediti di emissione per il settore dell’aviazione, per un periodo massimo di un anno e con la possibilità di prolungarla qualora i progressi fatti in sede ICAO (Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale) siano «chiari e sufficienti», verso misure di contenimento e riduzione della CO2 condivise.

Sembrerebbe una sconfitta, ma in realtà appare più un gesto di buon senso, se si considera la storia dell’inclusione del settore dell’avio-trasporto nel EU-ETS. Dal 2012 infatti, il settore è stato ricompreso nella direttiva ETS, comportando l’obbligo di tenere una contabilità delle emissioni e in secondo luogo di partecipare al meccanismo ETS (prima restituzione di quote prevista per aprile 2013) per tutti i voli in arrivo o in partenza da un aeroporto di uno stato membro dell’EU. La scelta ha portato ad una decisa reazione da parte dei paesi terzi (Stati Uniti, India, Cina e Russia in testa) che hanno denunciato una violazione della propria sovranità in caso di attuazione del provvedimento. Questo ha portato, lo scorso novembre 2012, il Commissario Europeo per l’Azione sui Cambiamenti Climatici ad annunciare l’intenzione di esentare temporaneamente i voli extraeuropei dallo schema EU-ETS, decisione che è stata ratificata ieri dalla Commissione Ambiente dell’Europarlamento e verrà votata in plenaria il prossimo aprile.

Alla base della decisione ci sono varie motivazioni: da una parte si blocca il processo e le relative sanzioni per questo anno, dall’altra si apre ad una decisione “internazionale” presa nell’ambito dell’ICAO e che quindi porterebbe ad un sistema condiviso senza creare perturbazioni al mercato che per sua stessa natura è globale (e non regionale). Resta naturalmente aperta la questione dei voli “continentali”, per i quali non è prevista esenzione: in questo caso a fare la voce grossa sono principalmente i vettori Low Cost europei, che minacciano di adire alle vie legali se la disposizione diverrà legge, in quanto si avrebbe una riduzione della competitività dei voli europei rispetto a quelli extra EU.

La conclusione della storia è che al momento il sistema che avrebbe dovuto permettere una riduzione delle emissioni in atmosfera appare molto fragile e volatile: la speranza che, con le nuove regole, da quest’anno ci potessero essere dei cambiamenti al sistema EU ETS, è ancora lontana, e il mercato delle emissioni stenta ancora a decollare (i valori di mercato spot dei crediti sul mercato sono sempre molto bassi: EUA= 4,02€/t  CER=0,15€/t [1])


[1] Prezzo spot EUA e CER del 26 febbraio 2013 (Fonte

Point Carbon EUA and CER closing prices (€/t))

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