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ci guardano perché gli stiamo rendendo la vita impossibile

Obiettivomeno rifiuti: basta “zuppa di plastica” nel mare

By : Aldo |giugno 19, 2019 |Acqua, bastaplastica, cetacei, Consumi, Home, mare, obiettivomeno rifiuti, plasticfree, Rifiuti |0 Comment

ci guardano perché gli stiamo rendendo la vita impossibile

Nel Santuario dei Cetacei tra Mar Ligure e Tirreno, tra Corsica e Isola d’Elba settentrionale c’è una vera e propria zuppa. Si! Ma di plastica.

Con la barca ci entri dentro, la senti sfregare sullo scafo. I sapiens hanno buttato di tutto in mare. Rifiuti di plastica varia che hanno una vita terribilmente lunga.

Che compromettono la vita degli abitanti del Pianeta blu.

Bottiglie, contenitori in polistirolo, flaconi, buste e bicchieri. Imballaggi di plastica usati per attimi da noi “umani”, ma poi restano in mare per decenni.

In questo tratto di mare, di alto valore naturalistico per la presenza di molti cetacei, per una convergenza di correnti, si crea una “zuppa vorticosa” di plastica.

L’unico modo per proteggere i mari e le specie che lo popolano è vietare l’usa e getta, arrivando alla eliminazione della produzione e dell’utilizzo di queste plastiche monouso per imballaggi e oggetti facilmente sostituibili!

I ministri dell’Ambiente e dell’Energia dei paesi del G20 – cioè circa l’85 percento del PIL mondiale – in Giappone, a Karuizawa, hanno firmato il 16 giugno scorso un accordo, però non vincolante, che prevede la condivisione d’informazioni, misure e best practice per ridurre la cosiddetta “marine litter”, la “spazzatura” cioè i rifiuti principalmente in plastica che finiscono nei mari e negli oceani.

Di fronte al costante aumento dei rifiuti di plastica negli oceani e nei mari e ai danni che ne conseguono, la Commissione europea nel marzo scorso ha adottato nuove norme per eliminare 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati. Questi prodotti “usa getta” rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Le nuove regole comunitarie sono concepite per dare risultati concreti: saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, mentre si limiterà l’uso di quelli di cui non esistono ancora valide alternative riducendone il consumo a livello nazionale. I  produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti. Con queste nuove norme l’Europa è la prima a intervenire incisivamente su un fronte che ha implicazioni mondiali. L’adozione in via definitiva, da parte del Consiglio dell’Unione europea, della direttiva che vieta dal 2021 i prodotti in plastica monouso segna l’inizio di un percorso che potrà liberarci dalla plastica.
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L’Italia alla canna del gas…serra (di Greenpeace Italia 13.06.2019)

By : Aldo |giugno 19, 2019 |Clima, Consumi, Efficienza energetica, Emissioni, energia, Home, i nostri figli andranno ad energia solare, obiettivomeno emissioni |0 Comment

 

Contrastare il riscaldamento globale è un obiettivo che dovrebbe essere in cima all’agenda di ogni Paese. Spagna, Francia, Belgio e altri Paesi europei hanno deciso di sottoscrivere un impegno comune per accelerare il processo di decarbonizzazione, ma ad oggi l’Italia manca all’appello.

Il nostro Paese infatti non ha firmato, e non si sa se vorrà farlo, un documento in cui si chiede all’Unione Europea di raggiungere emissioni zero al 2050. L’obiettivo non è certo tra i più ambiziosi, ma un impegno in tal senso sarebbe quantomeno un buon primo passo.

Il 20 e 21 Giugno ci sarà il Consiglio Europeo e si parlerà anche di clima. L’Italia firmerà per UE a emissioni zero al 2050? Il nostro Governo ha ancora un’ultima chance per dimostrare la reale volontà di combattere i cambiamenti climatici. Per questo stiamo chiedendo al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente di prendere posizione e impegnarsi concretamente per ridurre le emissioni.

Non possiamo lottare contro i cambiamenti climatici senza mettere in atto una vera rivoluzione energetica, economica e sociale. O si è parte della soluzione, o si è parte del problema: non esistono vie di mezzo.

Aderendo a questo impegno comunitario il Governo può dimostrare di stare dalla parte dei cittadini che subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici, anziché da quella delle grandi aziende che producono energia sporca scaricando le conseguenze su tutti noi.

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Water Foot Print

Water footprint, la nuova norma per misurare la sostenibilità nell’utilizzo dell’acqua

By : Aldo |settembre 10, 2014 |Acqua, Home |0 Comment

La Water Foot Print è l’impronta idrica: un indicatore del consumo di acqua dolce che include sia l’uso diretto che indiretto di acqua da parte di un consumatore o di un produttore.

Essa è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi, misurata in termini di volumi d’acqua consumati e inquinati per unità di tempo. Nella definizione dell’impronta idrica è data inoltre rilevanza alla localizzazione geografica dei punti di captazione della risorsa.

Il computo globale della water footprint è dato dalla somma di tre componenti:

- Acqua blu: prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate ad un utilizzo per scopi agricoli, domestici e industriali. È
- Acqua verde: è il volume di acqua piovana che non contribuisce al ruscellamento superficiale e si riferisce principalmente all’acqua evapo-traspirata per un utilizzo agricolo;
- Acqua grigia: rappresenta il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti al punto che la qualità delle acque torni sopra gli standard di qualità. (fonte Ministero dell’Ambiente)

La water footprint, dovrebbe anche consentire di definire  eventuali danni e programmare le strategie per evitare le ricadute negative sull’ambiente e sulla qualità della vita.

Come spiega l’Uni, l’Ente italiano di normazione, «La water footprint adesso è oggetto di una norma internazionale, la ISO 14046 “Environmental management – Water footprint – Principles, requirements and guidelines”, che ha visto la luce proprio nei giorni che hanno preceduto l’avvio della World Water Week, in programma a Stoccolma dal 31 agosto al 5 settembre, organizzata dal Swi, Stockholm International Water Institute».

Sono due i principi fondamentali della norma:

- l’analisi dell’impatto sull’intero ciclo di vita del prodotto, dall’inizio alla fine,

- la completezza della valutazione.

Conoscere l’impronta idrica di un processo aziendale insomma è un vantaggio per le aziende e per i consumatori! Ed questo è un primo passo per misurare anche questo aspetto all’interno di un’azienda e per prenderci sempre più cura dell’ambiente in cui viviamo.

Fonte Greenreport.it

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Analisi delle variazioni della domanda elettrica nazionale

By : Aldo |luglio 25, 2014 |Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Da un’analisi effettuata a partire dai risultati principali dell’ultimo rapporto mensile sul sistema elettrico, pubblicato da Terna a giugno 2014, si è confermato il trend di discesa della domanda elettrica nazionale, mentre è sempre più importante l’apporto delle fonti rinnovabili. La richiesta di energia elettrica, infatti, è stata pari a 25,9 TWh, in diminuzione, seppur più lieve rispetto alle mensilità precedenti (media del -3% per i primi mesi del 2014), dello 0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. 

Per quanto riguarda le singole fonti, la generazione idroelettrica ha segnato una lieve flessione (-3,4%) rispetto a giugno 2013 per un produzione netta di 6,027 TWh. Il fotovoltaico ha prodotto 2,819 TWh, in lieve aumento (+2,0%) rispetto ai valori dello scorso anno; in flessione invece l’eolico con 0,897 TWh (-9,7%), mentre il termoelettrico ha messo a segno un +6,7%. Quest’ultimo è un elemento rilevante, poiché sancisce la fine di una continua discesa del termoelettrico, che dopo tanti numeri negativi nei mesi precedenti, osserva a giugno un +1,1%.

I numeri relativi al primo semestre 2014 mettono in evidenza innanzitutto il calo della domanda nazionale (-2,8%) rispetto allo stesso periodo del 2013. In questo contesto le rinnovabili sono state capaci di coprire il 40,2% dell’intero fabbisogno nazionale, grazie a 53.068 GWh complessivamente prodotti. Un anno fa la percentuale coperta dalle energie pulite si fermava al 36,1%. L’idroelettrico si conferma  leader delle fonti pulite, coprendo da solo il 23% della domanda elettrica nazionale, con una generazione in crescita del 3,1% rispetto al primo semestre 2013.

Prosegue la corsa del fotovoltaico, che nei primi sei mesi dell’anno ha garantito il 7,7% della domanda elettrica nazionale, grazie a una generazione di 11.781 GWh (+8,6% sullo stesso periodo del 2013). Cala invece l’eolico (-8,1%), la cui generazione copre il 5,4% della domanda.

 

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Life in touch

Whirpool tecnologia e sostenibilità

By : Aldo |giugno 27, 2014 |Consumi, Efficienza energetica, Home |0 Comment

Siamo stati a Taormina all’evento #lifeintouch di Whirpool. 3 giorni alla scoperta di Taormina, terrà di profumi e sapori della tradizione mediterranea, dove abbiamo scoperto come il “tocco tecnologico” e il “tocco umano” siano il perfetto connubio per una vita “antispreco”.

Life in touch”  è il tema che guida la comunicazione dell’azienda nel corso del 2014 . “Life in touch” rappresenta il connubio perfetto  fra il “tocco tecnologico”, rappresentato dal desiderio di avere elettrodomestici sempre più smart, sostenibili ed intuitivi, e il “tocco umano”, che caratterizza i nuovi stili di vita e di consumo ed esprime il desiderio di una quotidianità più a contatto con l’ambiente e le persone.

Whirlpool, infatti, è attenta all’evolversi degli stili di vita e di consumo, che negli ultimi anni si stanno spostando verso abitudini più salutari, rispettose e consapevoli nei confronti dell’ambiente. Viviamo, infatti,  in un’epoca in cui la “Conscious life” è sempre più presente e racchiude in sé il desiderio di prolungare la vita degli oggetti che ci circondano, degli abiti che indossiamo, dei cibi che acquistiamo: tutto viene investito di emozioni, di ricordi, di valori e per questo ogni prodotto va oltre la sua mera natura di oggetto, diventando un compagno di vita. Si vive e si consuma in modo più responsabile e consapevole, cercando di trovare nuovi equilibri tra cultura, mentalità, ambiente e consumismo. 

La presentazione dei loro prodotti e di questa nuova visione d’insieme si è svolto ai Giardini Naxos. Tra gli interventi che cono stati significativi per il nostro punto di vista è stato quello di Antonio Galdo,  scrittore e fondatore del sito www.nonsprecare.it, community che conta oltre 146.000 persone, ha con l’occasione portato la sua testimonianza ed espresso il suo punto di vista su come la lotta agli sprechi sia foriera di nuove opportunità.

Secondo Galdo, stiamo infatti assistendo ad una vera e propria rivoluzione. Una rivoluzione che si traduce concretamente in nuovi stili di vita, nuove abitudini di consumo e in nuova crescita economica. Una rivoluzione che sta portando sempre più a forma di partecipazione e collaborazione. Si sono create infatti ben 136 piattaforme digitali che vanno dallo scambio case (Airbnb), alla condivisione delle auto con Uber e il car sharing, al crowdfunding e al baratto. Una rivoluzione che sta portando sempre più persone verso la creazione di aziende agricole, in Italia, nel 2013, infatti si sono registrate quasi 12mila nuove aziende agricole.

Una rivoluzione che si sta sviluppando in ogni campo e in ogni settore della nostra vita.

Per dare la possibilità ai consumatori di contribuire in modo semplice, ma efficace alla lotta contro gli sprechi, Whirlpool ha sviluppato tecnologie sostenibili, dal punto di vista ambientale e sociale, in grado di ridurre ai minimi termini le risorse impiegate e di prolungare il ciclo di vita degli elettrodomestici stessi e di tutto ciò di cui si prendono cura. 6° Senso è, infatti, la tecnologia green per eccellenza, trasversale su tutte le categorie di prodotto, che fa risparmiare acqua, tempo ed energia e che risponde ad un bisogno di funzionalità, grazie all’intuitività e alla semplicità di utilizzo.  Il risultato è una gamma di elettrodomestici che si posizionano come i numeri uno sul mercato e che permettono nel caso del frigorifero da incasso Everest con tecnologia Stop Frost, addirittura di prolungare la vita degli alimenti riducendo gli sprechi. Alla lavastoviglie che fa risparmiare e lava e asciuga in 1 ora.

Lo scopo di Whirpoool e’ quello di  è sensibilizzare i consumatori nell’adottare uno stile di vita più consapevole, fornendo loro il valido supporto delle ultimissime innovazioni tecnologiche”, ha  dichiarato Lorenzo Paolini, VP & AD West & South Region Market Operations Whirlpool EMEA.

 Whirlpool è da sempre un’azienda che si distingue per il suo impegno nella lotta contro lo spreco alimentare. Nel corso del 2012 dà vita,   all’interno del polo aziendale di Cassinetta, al Food Institute: il centro per l’avanzamento scientifico e tecnologico specializzato nella Scienza del Cibo, volto a studiare e analizzare i diversi aspetti della catena agro-alimenatre, dalla produzione alla cottura, dalla trasformazione fino alla conservazione. Un progetto nato dalla collaborazione tra università, industrie alimentari e non ed enti pubblici, strettamente legati all’Istituto di Ricerca e Sviluppo di Whirlpool,  l’organo ufficiale che lo gestisce.

Nel 2013, l’Istituto di Ricerca e Sviluppo di Whirlpool diventa partner della campagna Un anno contro lo spreco di Last Minute Market, nato come spin off dell’Università di Bologna. Fondato  nel 1998 come attività di ricerca, è oggi diventato una vera e propria realtà imprenditoriale, che opera in diversi paesi sviluppando progetti locali a scopo benefico per recuperare beni di consumo rimasti invenduti o senza mercato. Il sostegno di Whirlpool alla campagna continua anche nel corso del 2014.

Le sofisticate tecnologie sviluppate da Whirlpool rappresentano, infine, la massima espressione di questo impegno e la rendono il Numero Uno nella conservazione degli alimenti.  A Taormina sono stati protagonisti molti dei prodotti sviluppati da Whirlpool per un’ottimale conservazione degli alimenti. 

Whirpool ci ha mostrato come le nuove tecnologie posso essere utile al consumatore per evitare sprechi e risparmire energia. L’unione di sensori, illuminazione led e tecnologia avanzata fanno di questi prodotti delle eccellenze. 

Il “Tocco Tecnologico”, offerto da Whirlpool, deve essere combinato con il “Tocco Umano” per prolungare al meglio il ciclo di vita degli alimenti,   conservando vitamine, minerali e proprietà nutritive. Basta seguire alcune semplici regole nella scelta e preparazione, nel confezionamento,  congelamento e scongelamento dei diversi cibi.

 

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L’impatto sul fotovoltaico delle nuove misure regolatorie

By : Aldo |giugno 19, 2014 |Efficienza energetica, Home |0 Comment

Il 20 giugno è attesa la pubblicazione di una serie di misure atte a ridurre del 10% la bolletta elettrica delle PMI. In questi giorni è sotto esame il così detto decreto “spalma incentivi”, con il quale si vogliono proporre misure per ridurre il peso del costo degli incentivi che attualmente sono caricati sul costo del kWh e pagati dall’utente finale.

Le misure presentate sono state però fortemente criticate, poiché si ritiene che possano penalizzare pesantemente il settore delle rinnovabili, in particolar modo il settore fotovoltaico.

In breve, le misure proposte e le critiche sollevate possono essere elencate come segue:

-          Modifiche delle modalità di scambio sul posto che comportano una riduzione della redditività per gran parte degli impianti esistenti;

-          Riduzione del Prezzo Minimo Garantito per gli impianti FV in regime di Ritiro Dedicato, andando a penalizzare gli impianti di piccola taglia;

-          Revisione dell’aliquota relativa all’ammortamento fiscale e della rendita catastale, con conseguente aumento dell’IRES e dell’IMU che i proprietari degli impianti dovranno pagare;

-          Modifiche delle disposizioni dettate nel Primo e nel Quinto Conto Energia: sono stati annullati gli aggiornamenti della tariffa incentivante prevista nel Primo Conto Energia e sono stati resi retroattivi gli oneri di gestione da corrispondere al GSE previsti nel Quinto Conto Energia;

-           Annullamento della componente tariffaria CTR che prevedeva un corrispettivo delle perdite di trasmissione.

L’impatto economico che queste misure possono avere sugli impianti fotovoltaici può essere quantificato in circa il 30%, andando a ridurre notevolmente il margine derivante dall’investimento  iniziale. Se si tiene conto che molti degli impianti FV   presenti sul territorio nazionale sono  finanziati con effetti leva, il rischio di default degli investimenti è alto.

Fonte: AssoRinnovabili – Impatto economico delle misure presentate nel decreto “spalma incentivi” attraverso l’indicatore CoC  (Cash on Cash), dato dal rapporto tra i flussi di cassa (Cash) generati dal progetto nella sua vita utile e la cassa utilizzata per l’investimento iniziale

 

 

 

Fonte: AssoRinnovabili –  - Quantificazione dell’impatto economico sul sistema

Fonte: GSE – Rapporto Statistico 2012 – Settore Elettrico

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L’organizzazione del mercato elettrico

By : Aldo |maggio 25, 2014 |energia, Home |0 Comment

Il Mercato Elettrico è composto da:

  • Mercato del Giorno Prima (MPG)
  • Mercato di Aggiustamento (MA)
  • Mercato per il Servizio di Dispacciamento (MSD)

I tre mercati, gestiti dal GME, sono paragonabili ad aste: l’accettazione delle offerte di acquisto e di vendita non avviene in tempo reale, bensì dopo la chiusura della seduta di presentazione delle offerte su ciascun mercato.

Il Mercato del Giorno Prima (MGP), che si svolge nella mattinata del giorno precedente a quello di consegna, è finalizzato allo scambio di energia all’ingrosso tra produttori e grossisti (o clienti idonei), alla definizione di programmi di immissione e prelievo per ciascuna ora del giorno successivo e all’allocazione della capacità di transito disponibile, per ogni coppia di zone, a contratti bilaterali e operatori di mercato.

Nel Mercato di Aggiustamento (MA), che si svolge subito dopo il MGP, gli operatori possono presentare ulteriori offerte di vendita o di acquisto rispetto a quelle già presentate nel MGP.

Segue quindi il Mercato del Servizio di Dispacciamento (MSD) sul quale il Gestore della Rete Nazionale si approvvigiona delle risorse necessarie al servizio di dispacciamento.

Il MGP fissa quindi le basi del prezzo dell’energia elettrica, prezzo che varia sensibilmente all’interno dell’Itala. Dai grafici, in cui è stato riportato un esempio dell’andamento del prezzo orario dell’energia elettrica scambiata nel MGP per il giorno 15 maggio 2014, è possibile notare come  tra le ore 11 e le ore 15 il prezzo del MWh sia molto inferiore al Sud rispetto al Nord, arrivando ad azzerarsi alle ore 13.

Una motivazione di questa differenza di prezzo può essere ricondotta all’energia prodotta con impianti fotovoltaici, i quali producono energia elettrica soltanto nelle ore diurne, riducendo il prezzo dell’energia elettrica immessa in rete. 

 

 

 

 

 

 

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Analisi del mercato elettrico italiano

By : Aldo |maggio 15, 2014 |energia, Home |0 Comment

Da un’analisi effettuata a partire dai dati forniti dal Gestore dei Mercati Energetici (GME), relativi all’anno 2013 ed al primo periodo del 2014, si può apprezzare nella prima figura qui accanto l’andamento mensile del Prezzo Unico Nazionale, o PUN (massimo, minimo e medio), sulla Borsa elettrica italiana in relazione ai volumi scambiati nel mercato elettrico, espressi in TWh al mese. Si nota come lo scorso marzo il valore del PUN medio si sia portato a 46,73 €/MWh, ai livelli minimi dal maggio del 2004. La flessione rispetto a febbraio è stata del 9% (4,61 euro in meno al MWh), mentre considerando marzo del 2013 si tratta di un -12,8% (8,16 €/MWh in meno). Nei primi due mesi del 2014, il prezzo ha ceduto circa 22,5 €/MWh. In particolare nelle ore di picco il Pun, con 56,71 €/MWh, ha registrato un minimo storico, con un calo su base annua del 22,4%. Ancora più consistente la flessione tendenziale nelle ore fuori picco (-29,8%), con il prezzo sceso a 41,61 €/MWh, il più basso da giugno 2009.
Anche i prezzi medi di vendita sono scesi ai minimi da oltre quattro anni in tutte le zone, attestandosi tra 47,00 €/MWh del Nord e 38,63 €/MWh del Sud. Come al solito fa eccezione la Sicilia, il cui prezzo di vendita, seppur in calo rispetto a marzo 2013 (-12,7%), rimane ad un valore di 66,10 €/MWh.
Inoltre, un segnale di una incoraggiante ma leggera ripresa arriva dai dati sulla quantità di energia scambiata. Nel Sistema Italia, infatti, nonostante si sia scambiata meno elettricità su base annua (24,2 milioni di MWh, corrispondenti a un -4,6% nel confronto marzo 2014/marzo 2013), si ha avuto un incremento del 5,7% rispetto al mese precedente febbraio 2014, nel quale si era verificato un abbassamento su livelli mai raggiunti in passato nello stesso mese.

Anche la liquidità del mercato (cioè la quantità di elettricità scambiata nella Borsa elettrica rispetto al totale venduto in Italia), pari a 15,9 milioni di MWh, ossia il 65,8% del totale, è stata caratterizzata da una leggera ripresa, pur confermando la pesante contrazione tendenziale (-18,7%) rispetto ai livelli record raggiunti nella prima metà del 2013 nel mercato organizzato. Per contro gli scambi OTC, ossia fuori dal sistema regolamentato, sebbene in calo rispetto a gennaio, sono cresciuti del 43,4% su base annua attestandosi a 8,3 milioni di MWh.

 

È  da segnalare come, in un quadro di riduzione nelle vendite di energia elettrica da produzione nazionale   (-6,7% su base annua, pari a 19,3 milioni di MWh), quelle da impianti a fonte rinnovabile registrino ancora una buona crescita (+14,4% anno su anno), a discapito degli impianti a fonti tradizionali (-18,9%) ed in particolare quelle da impianti a gas (-29,9%).

Fonte:GME – PUN medio, min e max mensile e volumi scambiati dal gennaio 2013 al marzo 2014.

Fonte: GME – Volumi venduti per fonte (tra parentesi i valori dello stesso mese dell’anno precedente)

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Aggiornamento sul prezzo dei certificati bianchi

By : Aldo |aprile 17, 2014 |Consumi, Efficienza energetica, Home |0 Comment

Torniamo a parlare di Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), il meccanismo che certifica il conseguimento di risparmi energetici a seguito di interventi di efficienza energetica realizzati.

Suddetto meccanismo permette di usufruire di un incentivo economico derivante dalla vendita dei certificati ottenuti in seguito all’intervento.

L’analisi dei prezzi di scambio dei certificati diventa quindi fondamentale per cercare di massimizzarne il profitto derivante dalla vendita dei certificati stessi.
Dal grafico è possibile notare come a partire da febbraio 2014 sia iniziato un movimento rialzista del prezzo di scambio dei TEE, fino a raggiungere il massimo assoluto nella prima settimana di marzo a 149 €. E’ seguito quindi un rintracciamento dei prezzi, ancora in corso, che potrebbe terminare al raggiungimento del supporto in area 107 €. Da questo livello è lecito attendersi un rimbalzo, considerando anche che ci troveremmo vicini alla data di restituzione dei TEE, da concludersi per la fine del mese di maggio, periodo in cui i volumi di scambio sono generalmente elevati. Una rottura del supporto nell’area 107€ potrebbe innescare un’ulteriore discesa dei prezzi fino al nuovo supporto posto nell’area 100 €.

Nell’ultima sessione di scambio, i volumi dei TEE di II tipo sono stati maggiori di quelli dei TEE di I tipo. I TEE di III tipo hanno rappresentato  il 13% degli scambi totali.

Il confronto del prezzo dei TEE Y/Y mostra un leggero aumento del valore, passando da 106,28 € a 111,90 €, una variazione annuale del 5,3%.

Fonte: GSE – Andamento TEE – Ott. 2013 – Mar. 2014

 

 

 

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Analisi dello stato attuale della liberalizzazione del mercato elettrico in Italia

By : Aldo |aprile 17, 2014 |Efficienza energetica, energia, Home |0 Comment

Un’analisi del mercato elettrico italiano effettuata di recente dal Gruppo 24 Ore ha sottolineato come la liberalizzazione di tale mercato, iniziata dal 1999 grazie al Decreto Bersani, ma realizzatasi in maniera completa ed effettiva per famiglie e piccole imprese a partire dal 2007, non abbia ancora portato, per queste categorie di utenti, ad un significativo vantaggio economico per i consumatori che hanno optato per il passaggio al mercato libero, rispetto a coloro che hanno scelto di restare sotto il regime di maggior tutela.

Si sono voluti analizzare più nel profondo i motivi di questa situazione per la quale, si sottolinea nell’indagine, come le condizioni attuali siano cambiate rispetto a qualche anno fa, quando i prezzi proposti ai piccoli consumatori dalle aziende elettriche nel mercato libero risultavano più convenienti di quelli regolati del segmento tutelato.

 La causa principale è da attribuirsi all’oscillazione del mercato: è utile osservare infatti, come visibile nella prima figura qui di fianco, che rappresenta l’andamento del prezzo dell’energia elettrica scomposto per voce dal primo trimestre 2008 al secondo trimestre 2014, che la quota parte legata ai servizi di vendita sia negli ultimi trimestri notevolmente calata (da 11,0 cent€/kWh a fine 2012 a 9,4 cent€/kWh del secondo trimestre 2014).

E’ proprio questo il parametro da tenere in considerazione per un’analisi sugli effetti della liberalizzazione del mercato, visto che è l’unica quota non vincolata da quote fisse dipendenti da oneri, imposte e costi della rete, sulla quale è possibile agire in un’offerta del mercato libero: minore è questa quota, meno margine gli operatori di mercato hanno per proporre offerte vantaggiose anche per il cliente.

                                                                                                                                                                                                                               Fonte: AEEG – Andamento del prezzo dell’energia elettrica con scomposizione per voce dal 2008 al 2014)

E l’Italia, attualmente con il 49,43% di margine di concorrenza, come si può notare dalla seconda figura qui sotto, che riporta la composizione della fattura dell’energia elettrica relativa al secondo trimestre 2014, è ancora lontana dalla più liberale Inghilterra (61%) ma maggiormente competitiva in tal senso rispetto alla Germania (35%) o al Belgio (34%).

Fonte: AEEG – Composizione della fattura dell’energia elettrica – II Trimestre 2014

 

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